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Olbia

Basta con il sacchetto selvaggio, i rifiuti ora si gettano nell’ecobox

Basta con il sacchetto selvaggio, i rifiuti ora si gettano nell’ecobox

Inaugurata al molo Brin l’isola ecologica: per conferire, gli utenti, dovranno strisciare il codice fiscale Nizzi: ne sistemeremo altre interrate nel centro storico. Polemica sull’installazione davanti al museo

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OLBIA. Basta “strisciare” il codice fiscale o la tessera sanitaria e lo sportello dove buttare i rifiuti si aprirà. È stato inaugurato ieri mattina al Molo Brin l’ecobox, il primo di una serie che l’amministrazione comunale intende sistemare nel centro storico, ma l’unico ad essere sopraelevato. «Gli altri saranno interrati, stiamo verificando insieme alla Soprintendenza i punti dove collocarli, saranno una decina», ha detto il sindaco Settimo Nizzi che ha spiegato il funzionamento dell’ecobox, servizio che sarà gestito dalla De Vizia, società che già si occupa della raccolta differenziata in città. Con l’ecobox, l’amministrazione comunale si propone di offrire un ulteriore servizio per tenere pulita la città: l’obiettivo è quello di evitare che rifiuti e sacchetti di immondizia vengano abbandonati per strada. Finora, soprattutto turisti o persone di passaggio, non sapevano come sbarazzarsi dei rifiuti della giornata. A loro, è rivolto in particolare il servizio. Ma l’isola ecologica sarà ovviamente utile anche ai residenti. «Abbiamo sistemato l’ecobox in un punto centrale, un luogo di passaggio per i turisti. E abbiamo anche abbellito il sito con le piante», ha risposto Nizzi, ribattendo alle polemiche per la collocazione al Molo Brin. La scelta di sistemarlo proprio davanti al museo archeologico, ha suscitato qualche contestazione tra i cittadini, con diversi commenti sui social. Ma per il sindaco, quello, è lo spazio giusto.

Umido organico, secco residuo, carta cartone, vetro lattine e plastica, le tipologie di rifiuti che si possono conferire nell’isola ecologica, costata al Comune 50mila euro. Il servizio per gli utenti è gratuito. Per poter conferire i rifiuti, il cittadino dovrà “strisciare” il suo codice fiscale o la tessera sanitaria, questo consentirà di individuare l’utente, anche per risalire a lui nel caso di un conferimento irregolare. «Sul fronte della sicurezza, l’ecobox è dotato di videosorveglianza, con l’installazione di tre telecamere», ha spiegato Nizzi, affiancato dal dirigente del settore ambiente Antonello Zanda e dall’assessore all’ambiente Gesuino Satta. «La De Vizia terrà sotto controllo la struttura e quando i contenitori interni saranno pieni, gli operai provvederanno a svuotarli». (t.s.)

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