Blu navy addio, sit-in dei marittimi
Santa Teresa, il deputato di Unidos Pili insieme ai lavoratori che rischiano il posto
SANTA TERESA. La corsa è finita. La gloriosa Ichnusa ieri ha compiuto l’ultimo viaggio sulla rotta Santa Teresa-Bonifacio. Il ritardo nella pubblicazione del bando internazionale per l’assegnazione definitiva della linea Sardegna-Corsica ha costretto la Blu Navy mollare gli ormeggi dal porto gallurese. A terra rimangono una quarantina di marittimi, erano stati tutti assunti dalla compagnia di navigazione subentrata alla ex Saremar. Non si rassegnano a perdere il posto di lavoro, così hanno organizzato una manifestazione di protesta. Partita dalla banchina di Longonsardo si è conclusa al porto di Bonifacio, dove un tir carico di legna ha ostruito l’accesso alla nave. Al loro fianco il parlamentare di Unidos, Mauro Pili e il coordinatore locale, Gianni Usai, con numerosi corsi e il sindaco Jean Charles Orsucci. «Sosteniamo i lavoratori – dichiara il primo cittadino corso –, bisogna unire la Sardegna con la Corsica contro il monopolio nei collegamenti marittimi e garantire la presenza di due compagnie di navigazione».
Nel diario di bordo dell'Ichnusa l’8 aprile era stata scritta una nuova pagina di storia. La Blu Navy, dopo aver acquistato all’asta lo storico traghetto, aveva preso in carico tutto il personale di bordo della ex Saremar. L’annunciato stop dell'armatore ha fatto ricadere i lavoratori nel mare della disperazione. «Ci troviamo senza stipendio – racconta Vittorio Verrascina, portavoce dei marittimi –. Non abbiamo alcuna prospettiva, confidiamo nel bando internazionale, pare che verrà inserita una clausola sociale per garantire i livelli occupazionali. Per ora i due equipaggi, 34 marittimi, più altri 8 dipendenti delle agenzie marittime restano a terra. Perché una volta rientrata a Santa Teresa, l'Ichnusa segnerà prima la rotta per Carloforte, poi in Sicilia dove sarà disarmata». Pili, che da due anni porta avanti la battaglia per garantire i collegamenti tra le due isole, chiede che venga garantita l’occupazione ed evitato il monopolio. «Oggi il servizio è garantito dalla Moby – dichiara il coordinatore locale Usai –. La Regione deve garantire a tutti i lavoratori ex Saremar lo status di dipendenti regionali. Vengono al pettine i nodi di una vicenda che ha colpe politiche. Si sta consolidando un nuovo principio, il monopolio. Senza concorrenza ci sarà anche un danno economico per il territorio».
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