La presidente Decandia: «Giochi e carezze l’inizio del percorso»
«In seguito a una valutazione delle caratteristiche dei pazienti, condivisa tra gli operatori coinvolti (fisioterapista, medici, infermieri, psicologo), si selezionano i pazienti e vengono definiti...
«In seguito a una valutazione delle caratteristiche dei pazienti, condivisa tra gli operatori coinvolti (fisioterapista, medici, infermieri, psicologo), si selezionano i pazienti e vengono definiti gli obiettivi da raggiungere – spiega Gabriella Decandia, presidente dell’associazione DogMind e istruttore cinofilo – inizialmente l'approccio-conoscenza del paziente con il cane avviene attraverso situazioni ludiche, supervisionate dagli operatori. Ad esempio, l’avvicinamento al cane con possibilità di accarezzarlo, ricompensandolo con il biscottino, chiamarlo per nome, interagire con lui, impartirgli piccoli ordini o comandi. Successivamente vengono proposte attività più strutturate. Le attività d'interazione guidata sono molto utili quando si lavora ad esempio con soggetti affetti da disordini motori per i quali è molto difficile una manualità corretta, ma anche per pazienti affetti da disordini emotivi. Ad esempio, gli utenti saranno invitati a guardare, toccare, ascoltare, odorare gli animali e stimolati a descrivere le sensazioni provate e a distinguere le caratteristiche peculiari di ogni animale. Saranno anche invitati a dare piccoli comandi al cane, a passeggiare ed interagire con il cane».
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