Il Mater Olbia ancora in ritardo, la parola ora passa alla Regione
L’ospedale cantiere nella morsa della burocrazia, l’allarme lanciato dal manager Lucio Rispo. La Qatar foundation intanto non ha rinnovato il contratto a ottanta operai impegnati nei lavori
OLBIA. Nessuna risposta ufficiale dalla Regione dopo le dichiarazioni critiche rilasciate da Lucio Rispo, manager di Qatar Foundation Endowement, sul rischio che l'apertura del Mater Olbia slitti al 2017. Ma le diplomazie si sono messe in moto per trovare un punto d'incontro. A far scoppiare il caso sono stati i licenziamenti di un buon numero di persone che stavano lavorando all'interno del cantiere. Il totale delle persone a cui non è stato rinnovato il contratto è addirittura di 80, più della metà del totale dei lavoratori impegnati all'interno del Mater. Tutto questo perché Qatar Foundation Endowement visto che le risposte dalla Regione tardavano ad arrivare, ha rallentato anche le operazioni nel cantiere del grande ospedale bianco sul monte Tabor.
Rispo è stato abbastanza chiaro. «La burocrazia sta frenando _ ha sottolineato alla Nuova Sardegna -, ma noi abbiamo bisogno di risposte veloci per poter rispettare il nostro cronoprogramma. Che prevedeva l'apertura dei primi reparti per dicembre, dopo che intanto è stata già avviata la telemedicina».
Il problema resta quello dell'accreditamento. La Regione, dopo aver controllato insieme agli altri enti preposti, che la parte del Mater pronta all'apertura sia adatta per ospitare una struttura sanitaria, deve firmare, assegnare il numero di posti letto e a quel punto si può iniziare l'attività. «Chiaro che senza questo passo - ha osservato ancora Rispo - non si può fare nulla. A cominciare dalle assunzioni di personale medico, paramedico e di tutte le altre figure che servono a portare avanti un ospedale».
Un'osservazione comprensibile: assumere il personale e poi non farlo lavorare in attesa di chissà che cosa, significa perdere dei soldi e non avrebbe comunque molto senso. Ora la palla passa alle diplomazie dunque. Da una parte c'è il Qatar che ha studiato un mega progetto che comprende tante specialità ospedaliere che faranno fare un salto di qualità alla sanità in Sardegna, grazie al supporto del Bambin Gesù e dei più grandi ospedali mondiali collegati in una sorta di network con Olbia, e dall'altra il governo italiano e la Regione Sardegna nella persona del presidente Francesco Pigliaru, che segue personalmente la vicenda. (en.g.)
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