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Olbia

Nizzi ritira l’ordinanza sui ponti e Rfi li ricostruirà nuovi di zecca

di Dario Budroni
Nizzi ritira l’ordinanza sui ponti e Rfi li ricostruirà nuovi di zecca

Il sindaco e Rete ferroviaria firmano la pace a pochi giorni dal verdetto del Consiglio di Stato Le strutture (nove su quattro canali) saranno completate entro due anni. Priorità al Siligheddu

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OLBIA. Il braccio di ferro si trasforma in una stretta di mano. Il muro contro muro giudiziario finisce con un atto di transazione. Si tratta di una pace messa nero su bianco che in poche parole dice questo: Settimo Nizzi ritirerà la sua ordinanza firmata contro la Rete ferroviaria italiana e le ferrovie, a loro volta, demoliranno le opere incongrue di loro competenza, per poi ricostruire ponti nuovi di zecca seguendo i parametri di sicurezza dettati dal progetto di mitigazione del rischio idrogeologico. È una svolta che soddisfa il Comune e che mette il sorriso al sindaco. «Lo scontro istituzionale si conclude positivamente - commenta Nizzi -. Subito partirà la progettazione e contiamo di vedere i nuovi ponti entro la prima metà del 2018. È un accordo storico». La battaglia era cominciata lo scorso luglio, quando il sindaco aveva firmato un'ordinanza con la quale intimava a Rfi di demolire i ponti ferroviari pericolosi e di costruirne di nuovi.

Fine della guerra. Le ferrovie non erano rimaste con le mani in mano. Così avevano presentato ricorso al Tar, che ha poi dato ragione al Comune, riconoscendo come legittime le motivazioni espresse dal sindaco. Subito dopo, però, Rfi aveva presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Ma adesso arriva la svolta. «Il 10 di novembre si sarebbe dovuta tenere la sentenza, ma nel frattempo, a seguito della vittoria davanti al Tar, sono iniziate delle interlocuzioni tra noi e loro - spiega il Settimo Nizzi -. Mi sono recato due volte a Roma per incontrare i dirigenti nazionali e regionali di Rfi. E in queste riunioni è emersa la volontà di raggiungere una soluzione condivisa».

Ieri il sindaco e l'ingegnere Daniele Seglias hanno firmato l'atto di transizione che dice stop alla contesa. «Da una parte Rfi si è data delle scadenze e dall'altra io mi sono impegnato a ritirare l'ordinanza di luglio - continua Nizzi -. Ha vinto tutto il territorio e anche il rispetto istituzionale. Rfi ha già fatto alcuni sopralluoghi e cominciato gli studi».

Opere e tempi. Le opere incongrue, cioè quei ponti ferroviari che strozzano i corsi d'acqua, si trovano su quattro canali: rio Siligheddu, rio Tannaule, canale Zozò e rio San Nicola. In tutto sono nove i ponti da ricostruire, cifra che si basa sul numero delle arcate. La società Rfi completerà le prime progettazioni preliminari entro gennaio 2017, mentre la progettazione definitiva dovrà essere conclusa entro il mese di ottobre del 2017, quindi tra un anno. Poi si procederà con le gare d'appalto. La priorità sarà data al ponte ferroviario sul rio Siligheddu, cioè il fiume che nelle alluvioni del 2013 e del 2015 ha causato maggiori danni. Durante i lavori, soprattutto per quanto riguarda il ponte sul Siligheddu, saranno individuate alcune soluzioni temporanee per tamponare i disagi al traffico ferroviario. Con tutta probabilità la stazione di Enas diventerà uno scalo provvisorio e sarà collegato con la città con un servizio navetta.

Gli altri ponti. Nel frattempo il Comune si occuperà di abbattere e ricostruire gli altri ponti-tappo di sua competenza. Tutti interventi previsti dal piano Mancini. «È commissariata dalla Regione solo la realizzazione delle vasche - spiega Settimo Nizzi -. Tutte le opere incongrue sono finanziate e stiamo per inviare una lettera alla Regione nella quale chiederemo di utilizzare i fondi necessari alla demolizione e alla realizzazione di nuovi ponti». Il Comune partirà con la demolizione della rampa che passa alle spalle del Bruno Nespoli. Le operazioni dovrebbero partire entro dicembre. E sempre entro dicembre sarà terminato il nuovo ponte sul rio Siligheddu, in fondo a via Vittorio Veneto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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