Rilancio dei porti, nei prossimi tre anni lavori per 60 milioni
Il piano delle manutenzioni previsto dalla Port authority Un’inversione di rotta dopo la riduzione degli investimenti
OLBIA. Rilanciare sugli investimenti. Da maglia nera sul fronte della quantità di investimenti prodotti nel triennio 2015-2017, a nuovi obiettivi infrastrutturali contenuti nel Piano operativo triennale 2017-2019. La strada dell'Autorità portuale di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres è segnata, in attesa di capire a chi andrà la sede dell'Autorità unica di sistema portuale, per cui Olbia è in lotta con Cagliari. Dati in crescita ed infrastrutturazione adeguata a sostenere il rilancio dei porti del Nord Sardegna: queste le direttive per rilanciare gli investimenti. Anche perché, secondo quanto evidenziato nella relazione trasmessa dalla Direzione generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, tra i porti che risultano aver maggiormente ridotto le proprie previsioni d'investimento rispetto al triennio precedente, quella di Olbia-Golfo Aranci risultava essere la prima con un meno 80,4%, seguita da Salerno a Taranto. Cagliari risultava invece essere tra quelle con la maggior crescita, in virtù di un notevole + 22,3%.
Nuovi investimenti. L'inversione di rotta dovrebbe avvenire a partire dal triennio 2017-2019, dove invece la Port Authority ha previsto 22 milioni per le manutenzioni generali e oltre 40 milioni di euro già programmati su Porto Torres per opere già avviate o pronte per esserlo. L'intenzione dell'attuale vertice, infatti, sarebbe quello di lasciare i tre porti in piena salute ed efficienza. Va anche detto che le uniche risorse effettivamente disponibili andavano indicate sull'anno 2015, mentre quelle imputate agli anni 2016 e 2017 costituivano solo previsioni. Così i porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres hanno concentrato i loro investimenti tutti sul 2015: 8 milioni 551 mila euro finanziati, senza un euro nella programmazione per il 2016 e 2017. Contro una programmazione di risorse nel triennio 2014-2016 che ammontava a 43 milioni 656 mila euro, con un + 171% la seconda Autorità portuale per investimenti subito dopo Messina.
Infrastrutture. Va anche tenuto conto che l'infrastrutturazione dei porti (a parte Porto Torres) è completa e serve solo la manutenzione ordinaria. Le cose dovrebbero cambiare una volta che venga approvato il PRP (piano regolatore portuale), che dovrebbe consentire l'avvio di nuovi investimenti. Nel frattempo si procederà con la costante manutenzione delle infrastrutture e degli impianti portuali e l'attuazione dei servizi di interesse generale. In particolare, nel POT 2017 - 2019, vengono inseriti una serie di interventi, quali, nel caso di Olbia, l'eliminazione delle sgrottature delle banchine, la manutenzione dei piazzali dell'Isola Bianca e la delimitazione del molo 1 Bis per creare un'area di "sosta" dei mezzi pesanti. Su Golfo Aranci proseguiranno gli interventi di manutenzione del porto, con la sistemazione della nuova piastra d'appoggio della scassa del pontile est, il posizionamento dei nuovi parabordi e il livellamento dei fondali.
Restyling a Golfo Aranci. Interventi, questi, che completeranno l'opera di riqualificazione e rilancio del secondo scalo gallurese, avviata con il restyling della stazione marittima, che si concluderà entro la seconda metà di novembre, ed il potenziamento dell'impianto di illuminazione già collaudato. Per quanto attiene a Porto Torres, i progetti che prenderanno corpo nel prossimo triennio saranno l'Hub portuale, che prevede la resecazione della banchina "Alti fondali" ed il prolungamento dell'Antemurale, il cui iter è attualmente al vaglio del ministero dell'Ambiente per l'imminente procedura di Valutazione di impatto ambientale.
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