La crisi idrica in aula consiliare
Restrizioni e non potabilità al centro delle interrogazioni delle due minoranze
TEMPIO. La crisi idrica che in città si evidenzia con problematiche che vanno al di là della scarsità di acqua, essendo la stessa non solo insufficiente ma anche non potabile da ormai 11 mesi, è al centro dell’attenzione politica-amministrativa in tutte le riunioni, assemblee ed incontri. Non ha fatto eccezione nell’ultimo consiglio comunale di giovedì, quando, durante la sezione riservata alle interrogazioni ed interpellanze, l’argomento è stato trattato dalle due minoranze. Di crisi idrica ha parlato a lungo, dopo Antonio Balata e Monica Liguori, anche Antonio Addis, che ha chiesto a «Tempio città dell’acqua tradita nelle sue aspettative, di non essere più un soggetto passivo delle forniture di Abbanoa, ma di diventare protagonista delle scelte future». E di acqua, rispondendo alle interrogazioni ha parlato anche il sindaco Andrea Biancareddu che ha annunciato prossime importanti iniziative. Non meno pressanti anche altre interrogazioni, su diversi argomenti. Monica Liguori ha posto con estrema cautela, il problema dell’accattonaggio. Ha segnalato il ritorno delle esalazioni maleodoranti nell’impianto di Parapinta, l’abbandono ed il degrado delle frazioni di Bassacutena e San Pasquale e di molte strade e quartieri cittadini e ha chiuso sollecitando la giunta sul Puc. Sul fenomeno della ludopatia e sulle misure per combatterla, ha chiesto una risposta scritta la consigliera Daniela Campra che ha anche chiesto di conoscere, sempre per iscritto, il pensiero dell’amministrazione per quanto concerne l’accoglienza degli emigranti, le iniziative per combattere il bullismo e per la realizzazione in città della promessa video sorveglianza. Di atteggiamenti poco trasparenti ed anti democratici della giunta ha parlato nei suoi interventi, Bastiana Carta che ha accusato l’esecutivo di non rispondere alle interrogazioni, di ostacolare l’accesso agli atti, di non avere più consentito la trasmissione televisiva dei consigli comunali, di non pubblicare gli atti sul sito istituzionale del comune. «Azioni di vera e propria censura – ha detto – che limitano l’attività istituzionale dei consiglieri». Carta ha presentato interrogazioni anche sulla mancata ripresa dei lavori per il completamento della Caserma Fadda e sul pericolo di soppressione per alcuni uffici pubblici della città, «ignorato dalla giunta». (a.m.)
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