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Olbia

Le ostriche di Porto Pozzo verso il marchio di qualità

di Walkiria Baldinelli
Le ostriche di Porto Pozzo verso il marchio di qualità

Insieme alle cozze sono tra le eccellenze sarde in cerca di espansione sui mercati Il presidente della Peschiera: «Il futuro dei piccoli imprenditori è il brand unico»

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SANTA TERESA. Ostriche e cozze allevate nel fiordo di Porto Pozzo figurano tra le eccellenze sarde. La produzione artigianale colloca i prelibati frutti di mare in un’importante nicchia di mercato, che oggi la cooperativa La Peschiera punta a identificare con un marchio di qualità. Le ostriche, coltivate in via sperimentale da una decina di anni, solo recentemente hanno raggiunto un livello di commercializzazione che supera i confini del mercato isolano.

L’idea. «Per affacciarsi ai moderni mercati è importante presentarsi con produzioni che raggruppino più allevamenti – spiega il vice presidente della cooperativa La Peschiera, Gian Piero Mannoni –. Il futuro dei piccoli imprenditori dunque è quello di creare un brand in cui possano identificarsi tutti i produttori sardi, ciascuno con il proprio comparto produttivo. Le linee guida sono state già tracciate da una quindicina di ostreicoltori, nei prossimi incontri verrà redatto un piano commerciale».

La storia. La peschiera di Porto Pozzo è un fiore all’occhiello del territorio. Nata 80 anni fa è il simbolo della frazione teresina, la sua storia si è intrecciata con quella dello sviluppo del borgo marinaro. La cooperativa si era costituita 20 anni fa, inglobando anche i pescatori storici del paese per dar vita alla prima forma di attività sinergica mirata a esaltare le risorse naturali del fiordo preservandole dallo sfruttamento selvaggio. «Il compendio ittico comprende tre stagni: Peschiera, Balisgioni e Padula chioca, ognuno con le sue peculiarità. Per stare al passo con i tempi abbiamo gradualmente aggiornato le tecniche di lavorazione e adeguato i macchinari – racconta Mannoni –, lasciando inalterati i bacini che hanno conservato l'aspetto di un tempo».

Le attività. Mirano a produzioni crescenti nel rispetto del mantenimento degli stock naturali di molluschi, una filosofia che la cooperativa trasmette attraverso visite guidate agli alunni di elementari, medie e superiori. «Preziosa la collaborazione reciproca con le università di Agraria di Sassari e di Biologia di Cagliari – sottolinea Mannoni –. Gli studi condotti sinora sono un input per identificare i nuovi possibili sbocchi delle varie attività legate al mare».

Le specie. L’ostrica di Porto Pozzo è rinomata per due specie: l’ostrica piatta (ostrea edulis) dal sapore molto deciso e l'ostrica concava (crassostrea gigas), più delicata.

(N)ostrica. Le eccellenze a chilometro zero, ostriche, cozze e tartufi di mare, sono state presentate a settembre nella prima rassegna gastronomica (N)ostrica nella piazza principale di Santa Teresa. «Ma l'idea dal prossimo anno è proporla in altre sedi con un percorso itinerante – dice il vice presidente della società La Peschiera -, che potrebbe aprirsi e chiudersi proprio a Porto Pozzo».

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