In libertà ergastolano ravveduto
Santo Barreca, detenuto per associazione mafiosa, lascia il carcere di Nuchis
TELTI. «Si può affermare che il comportamento di Santo Barreca dimostra in maniera ragionevolmente sicura il suo ravvedimento». È il parere di merito espresso dal Tribunale di sorveglianza di Sassari, presieduto dal magistrato Ida Soro, in risposta all’istanza di liberazione condizionale presentata dall’ormai ex detenuto di ’ndraghetta originario di Reggio Calabria e condannato all’ergastolo per associazione mafiosa. Barreca, 58 anni, lascia così la casa circondariale di di Nuchis (Tempio) in libertà vigilata per cinque anni. Soddisfazione è stata espressa dal difensore Antonella Cuccureddu, che ha sostenuto con determinazione le ragioni del ravvedimento, basate su una lunga, sincera e convinta collaborazione del suo assistito alle attività sociali esterne alla detenzione, prestando servizio in una casa di riposo dei Telti.
Ma non solo, Santo Barreca ha anche dimostrato il desiderio e la volontà di intraprendere una nuova vita, dedicandosi in particolare alla propria famiglia e lavorando in un ristorante con mansioni di barista e manutentore, in una località tutelata dal segreto per ragioni di sicurezza, grazie all’ospitalità che è stata offerta dai titolari dell’impresa sia a lui e sia alla moglie, estetista ma che ora lavorerà nella cucina. Avranno entrambi un contratto regolare di lavoro a tempo indeterminato. La svolta è stata possibile grazie all’amicizia degli operatori con Alessia, figlia di Barreca, ventinove anni, una ragazza speciale, laureata di recente all’università La Sapienza in Sociologia delle organizzazioni e risorse umane. Quel sentimento di «profondo amore» nei loro confronti, come lo stesso Barreca lo ha definito, è stata una delle ragioni che hanno convinto i magistrati e tutti gli organismi di sorveglianza e valutazione, a decidere favorevolmente sia sul comportamento dell’uomo e sia sulla decisione finale relativa alla sua istanza.
Santo Barreca sta scontando la pena dell’ergastolo. È stato detenuto ininterrottamentedall’8 maggio 1990 e ha espiato 26 anni, 5 mesi e 19 giorni, con la liberazione anticipata che gli è stata concessa nel 2014 ha espiato complessivamente 32 anni, 7 mesi e 19 giorni. L’ammissione al lavoro esterno nel 2014 gli ha consentito l’impegno in volontariato nella casa di riposo e nella Caritas di Telti. (gpm)
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