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Olbia

Rischio terremoti? Gallura terra sismica ma non c’è pericolo

di Giandomenico Mele
Rischio terremoti? Gallura terra sismica ma non c’è pericolo

Nella carta nazionale Olbia inserita col grado 4: il più basso Un evento sottomarino avvertito solo di riflesso nel 2000

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OLBIA. Si deve aver paura dell'acqua e non della terra. Premessa fondamentale per una città che ha pagato con la perdita di vite umane la tragica alluvione del novembre 2013. Ma davanti alla terra che trema nel centro Italia, la domanda che molti si pongono è attuale: esiste un pericolo concreto di un terremoto a Olbia e in Sardegna? La risposta è che si può stare tranquilli. Anche se tecnicamente la Sardegna è entrata tra i territori a pericolosità sismica, ma con il grado più basso.

Nella mappatura effettuata dalla Protezione civile, il territorio di Olbia risulta catalogato con grado 4 nella classificazione sismica: come zona meno pericolosa. Sino al 2003 il territorio nazionale era classificato in tre categorie sismiche a diversa severità. Olbia rientra tra le zone sismiche sulla base di criteri di nuova classificazione del territorio nazionale, basati su studi ed elaborazioni più recenti relative alla pericolosità sismica, ossia sull'analisi della probabilità che il territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo.

Edifici antisismici. «La Sardegna pur essendo classificata in zona 4 si uniforma a una circolare dell'assessorato all'Ambiente che specifica come vada eseguita una verifica di corrispondenza di sicurezza sismica su tutti gli edifici strategici - spiega Mauro Pietri, presidente dell'Ordine degli ingegneri della provincia di Sassari e Olbia-Tempio -. I criteri da seguire sono la sicurezza delle persone, che l'edificio abbia garantite le vie di esodo davanti a un possibile fenomeno sismico e, infine, il mantenimento del patrimonio edilizio». Dunque Olbia è tecnicamente in una zona a rischio sismico, anche se il più basso, così gli edifici di nuova costruzione, tutti quelli strategici (tipo ospedali, scuole, ponti, edifici pubblici) e le ristrutturazioni di importanti dimensioni, devono rispettare le norme antisismiche.

Le scosse del 2000. «In Sardegna non ci sono mai stati reali segnali di pericolo sismico, eccezion fatta proprio per un evento che ha riguardato di riflesso la zona di Olbia, ma che si è svolto in un'area sottomarina - spiega ancora l'ingegnere Pietri -. Ma tecnicamente e sulla base dello strumento rilevatore, possiamo dire che Olbia non ha avuto effetti sismici sul suo territorio. In Sardegna non si sono verificati eventi sismici, l'unico territorio insieme al Piemonte, in effetti non si capisce perché l'isola sia stata inserita all'interno della classificazione sismica».

Era il 26 aprile del 2000. Due le scosse: tra le 15.29 e le 15.38. Epicentro venti miglia a est di Capo Comino, magnitudo 4,2 e 4,8, quindi tali da essere avvertite nitidamente da chi era in casa, con bicchieri e piatti che si erano mossi. Ci fu grande panico soprattutto a Olbia e sulla costa orientale, ma il terremoto si sentì distintamente anche a Sassari, Nuoro e Cagliari. A Olbia, in una piazza Regina Margherita affollata dai turisti, si erano verificate sporadiche scene di paura. Allarme anche negli ospedali e resse nei centri commerciali. Centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine erano stati intasati da centinaia di telefonate. Un altro evento sismico cosiddetto a bassa intensità (magnitudo 3,65) si era verificato sempre al largo della costa gallurese, nel febbraio del 2009: nessun danno, anche se l'evento era stato registrato dai sofisticati strumenti della rete sismica nazionale dell'istituto di geofisica e vulcanologia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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