Pestaggio in casa, sentite dal gip le vittime del raid
OLBIA. Un incidente probatorio chiesto da accusa e difesa si è svolto, ieri mattina, davanti al gip del tribunale di Tempio. Oggetto della prova era la deposizione di una delle quattro donne (una...
OLBIA. Un incidente probatorio chiesto da accusa e difesa si è svolto, ieri mattina, davanti al gip del tribunale di Tempio. Oggetto della prova era la deposizione di una delle quattro donne (una madre di 60 anni, due figlie disabili e una nipote di 16 anni) rimaste vittima, nel maggio scorso, dell’aggressione notturna da parte di cinque incapucciati che, dopo averle picchiate e aver commesso abusi sessuali su una di loro, si erano dileguati. Le indagini della polizia avevano portato all’arresto (poi trasformato in obbligo di firma di Giorgio e Cristian Ciaddu, di 42 e 24 anni (difesi dagli avvocati Jacopo e Angelo Merlini), Andrea Barca, 24 anni, Mirko Zoccheddu, 25 anni (difeso dagli avvocato Marco Petitta); e Igor Azara di 31 anni (assistito l’avvocato Michele Ponsano).
Ieri mattina una delle ragazze, quella presa di mira sessualmente dal gruppo, ha deposto davanti al gip Elisabetta Carta descrivendo scene del tutto differenti da quanto raccontato nella immediatezza dei fatti, poco dopo l’aggressione notturna avvenuta, stando alle diverse dichiarazioni delle donne, per forzare il loro allontanamento dall’appartamento di uno degli indagati. Il quale, per convincere le quattro donne a lasciare libero il trilocale avrebbe organizzato una spedizione punitiva sulla falsa riga di arancia meccanica. Il gip, dopo aver ascoltato la ragazza, ha deciso di disporre una perizia psicologica che possa stabilire l’attendibilità della vittima delle presunte violenza, che è una persona con evidenti handicap.
Il gruppo familiare, che si è costituito parte civile nei confronti dei cinque presunti aggressori con l’avvocato Giommaria Uggias, è seguito dall’associazione “Prospettiva donna” di Olbia. (g.p.c.)
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