La Nuova Sardegna

Olbia

Prospettiva donna: "La Regione sostenga i centri antiviolenza"

Una manifestazione del Centro Prospettiva donna
◗
Una manifestazione del Centro Prospettiva donna

L'intervento dell'associazione che opera a Olbia dopo l'ennesimo drammatico caso di femminicidio a Sassari

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Sull'efferato femminicidio di ieri a Sassari interviene anche il direttivo dell'Associazione Prospettiva donna, da anni operante in Gallura in difesa delle donne. "A Sassari si è compiuto l’ennesimo femminicidio : un uomo, Nicola Amadu, ha ammazzato la moglie Anna Doppiu, che gli aveva appena comunicato di volersi separare da lui legalmente. L'uomo ha agito secondo un copione ormai noto: ha colpito più volte Anna Doppiu con calci e pugni e dopo averla raggiunta sulla porta di casa le ha versato addosso della benzina bruciandola viva. Anna era viva mentre bruciava."

Una terribile violenza che ha colpito tutti, e ancora di più chi è in campo tutti i giorni per aiutare e supportare le donne che subiscono violenza. "La rabbia e il dolore ci scuotono _ si legge nel comunicato di Proispettiva donna _: sembra di assistere a un copione sempre uguale e sempre orribile, un incubo a occhi aperti. Si scoprirà che Anna voleva andarsene da tempo, si scoprirà che Anna subiva regolarmente violenza, si scoprirà che quando ha finalmente compiuto un atto concreto di autonomia ha pagato con la vita per questo. Noi donne paghiamo con la vita il nostro diritto alla libertà".

 "Questa vicenda è l’espressione di ciò contro cui lottiamo _ osserva l'associazione presieduta da Patrizia Desole _: la violenza maschile sulle donne che trae origine dallo squilibrio di potere tra i sessi, un potere con un nome preciso : patriarcato. Il patriarcato uccide, e femminicidio è il termine preciso che racchiude l'intera storia : femminicidio = uomo che uccide una donna in quanto tale. In una parola sono racchiusi assassino, vittima e movente . Il patriarcato agisce nella coppia come, su più larga scala, sulla società intera e la pervade in ogni spazio agendo violenza in modo brutale o sottile, a seconda dei casi, ma agendo sempre per la conservazione dell'ordine attuale : la conservazione cioè di un sistema sociale basato sulla subordinazione delle donne agli uomini. Ogni donna sa, senza che nessuno glielo dica esplicitamente, dove il patriarcato si annida, ogni donna lo avverte perché per lei è stato scelto un ruolo che deve  rispettare. Questa velenosa consapevolezza ha la caratteristica di “addestrare" noi donne prima ancora che  possiamo ribellarci.Per questo sosteniamo che il patriarcato amministri il proprio potere sulle donne attraverso un'azione che nelle donne genera subordinazione, paura e terrore, da qua nasce la cultura maschilista".

 Da qui la richiesta di sostegno per i Centri, che ascoltano e accolgono nelle case da loro gestite, le donne che defvono fuggire da una realtà di soprusi e violenza. "Gli unici luoghi di libertà per noi donne dove è possibile sottrarsi alla violenza maschile sono i Centri Antiviolenza _ si legge nel comunicato _. La nostra Regione ha una legge d’eccellenza che ha il compito di sostenere i Centri Antiviolenza della Sardegna. Indignarsi davanti ai casi dei femminicidi non è sufficiente.Chiediamo con forza alla Regione Sardegna una assunzione di responsabilità, sostenendo i centri antiviolenza nella loro lotta.  La presenza dei centri antiviolenza nel territorio sardo costituisce l’unico spazio che consente alle donne di riprogettare una vita libera dalle violenze maschili".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative