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L’annuncio del sindaco Pisciottu: gestiremo l’Area marina protetta

L’annuncio del sindaco Pisciottu: gestiremo l’Area marina protetta

Santa Teresa, la notizia è stata data in consiglio comunale. Il direttore sarà di nomina ministeriale Per l’istituzione manca solo il parere del Consiglio di Stato. Duecento milioni il primo stanziamento

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SANTA TERESA. L’istituenda area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone sarà gestita dal Comune di Santa Teresa e da un direttore che verrà nominato dal ministero dell'Ambiente. L'annuncio è stato dato dal sindaco Stefano Pisciottu durante la seduta del consiglio comunale. Il primo cittadino scioglie anche altri dubbi: comunica che durante la fase transitoria del decreto istitutivo (circa 180 i giorni previsti) sarà adottato un regolamento provvisorio per disciplinare e agevolare le attività consentite, quella della pesca in primo luogo, con un'attenzione particolare ai residenti.

Tempi. La Conferenza delle Regioni, la Regione Sardegna e il ministero dell'Economia e finanze hanno già benedetto l'Amp del nord dell'isola, la sesta in Sardegna, collocata tra il Parco nazionale dell'arcipelago della Maddalena e il costituendo Parco internazionale della Bocche di Bonifacio. «Manca solo il parere favorevole del Consiglio di Stato - dice il sindaco -. Appena darà il via libera il ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare potrà decretare l'istituzione dell'Amp», prevista nei primi mesi dell'anno prossimo.

Gestione. «Chi gestirà l'Area marina protetta e come? - chiede il capogruppo di minoranza Angela Antona (A cara a ventu) -. In quale misura graverà sui cittadini?». Risponde Pisciottu: «Sarà gestita direttamente dal Comune di Santa Teresa attaverso il Consiglio, il direttore sarà nominato e pagato dal ministero. Mentre nella commissione di riserva, con funzione consultiva, che affiancherà l'organo di gestione, i componenti saranno esclusivamente dipendenti pubblici. Un sistema per risparmiare costi aggiuntivi, visto che non sono previsti né gettoni di presenza né rimborsi spesa».

Costi. Il sindaco spiega che il primo finanziamento di 200 mila euro sarà stanziato dal ministero per delimitare l'Amp. «Arriveranno successivi finanziamenti statali - chiarisce -. Ma ci sono altri modi per reperire fondi. Ad esempio si può adottare il sistema dell'Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo che ai non residenti fa pagare le autorizzazioni di pesca sportiva».

L'istituenda Amp di Capo Testa-Punta Falcone è un tema caldo, se ne parla da oltre 15 anni. Aveva subìto una battuta d'arresto nel 2005 perché la comunità attraverso una petizione popolare aveva costretto l'allora amministrazione guidata dal sindaco Piero Bardanzellu a fare un passo indietro. A far storcere il naso ai teresini era stata la paura delle possibili restrizioni e un quadro di gestione poco chiaro. Il ministero fermò l'iter, ripreso poi in mano dalla precedente giunta Pisciottu che ora sotto la stessa guida sta per concludersi.

Il sindaco chiarisce inoltre che nel disciplinare di regolamentazione i non residenti (per esempio, spiega, chi è proprietario di una seconda casa o ha un posto barca o anche per chi soggiorna in una struttura ricettiva) sono stati equiparati ai teresini. «Perché l'obiettivo principale dell'Amp è di generare ricadute economiche di tipo turistico sul territorio attraverso la difesa dell'ambiente terrestre e marino».

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