L’hotel trasformato in residence: polemica in Consiglio comunale
Santa Teresa, il sindaco Pisciottu: «In questo modo il privato realizzerà 236mila euro di rete fognaria» La minoranza: «Basta seconde case. Con un bilancio da 10milioni il Comune poteva fare l’opera da sè»
SANTA TERESA. Da albergo ad appartamenti. A Santa Reparata la struttura di di oltre 9 mila metri cubi in fase di costruzione sulla baia della Colba, verso Capo Testa, non sarà più un hotel. Diventerà un residence con 45 appartamenti, di diverse dimensioni. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza il cambio di destinazione d’uso. Alla base della decisione l’impegno della società immobiliare La Torre di realizzare sue spese alcuni tratti dell'impianto fognario per un valore di 236 mila euro. «Santa Teresa ha già 10 mila seconde case – afferma il consigliere di minoranza Marco Bo di “A cara a ventu” –. Con la crisi del mercato immobiliare ci sono già tanti appartamenti in vendita non era necessario inflazionare ulteriormente il mercato. Di fatto le seconde case non hanno grandi ricadute economiche sul territorio, contrariamente a quelle che avrebbe generato la struttura alberghiera. Così come era stata concepita avrebbe di sicuro creato posti di lavoro». Di parere opposto il sindaco Stefano Pisciottu. «La scelta politica è scaturita dall'esigenza di rifare alcuni tratti delle condotte fognarie – sottolinea – , che sono un'opera di pubblica utilità. Attualmente in carico al Comune l’impianto non aveva i requisiti per essere ceduto ad Abbanoa. E ogni estate si registravano disagi, talvolta con sversamenti di liquami». Il primo cittadino rassicura che le concessioni edilizie verranno rilasciate solo dopo il collaudo dell’infrastruttura. ««Le superfici minime degli alloggi rispetteranno il regolamento edilizio comunale che prevede per i monolocali una superficie minima di 40 metri quadri». Ribadisce come questo provvedimento sia il tradimento di quella filosofia turistica annunciata dalla giunta Pisciottu, il consigliere Bo. «Santa Teresa non ha bisogno di nuove seconde case – sottolinea –. Necessita invece di strutture alberghiere, filosofia che la giunta Pisciottu aveva utilizzato come uno dei cavalli di battaglia durante la campagna elettorale. Questa scelta contrasta con la delibera del 19 marzo 2010. Stabiliva che le volumetrie alberghiere non possono essere convertite in residenziali. Ricordo che fu votata all’unanimità anche dal sindaco Pisciottu, all'epoca sedeva sui banchi dell'opposizione. Il Comune ha un bilancio di circa 10 milioni di euro. Credo che potesse permettersi di investirne 236 mila, poco più del 2%, per realizzare la rete fognaria».
La lottizzazione risale al 1974. Il cantiere per la costruzione dell'albergo aveva aperto i battenti nel 2005. Pochi anni dopo i proprietari bloccarono i lavori ritenendo che «la struttura di così modeste dimensioni non fosse economicamente sostenibile», si legge nella loro relazione tecnica. «Tale considerazione doveva essere fatta ancor prima di iniziare la costruzione – commenta Bo –, ormai è quasi ultimata».
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