Una folla di fedeli per ricordare padre Salvatore Vico
Tempio, celebrazione con quattro vescovi e autorità civili Monsignor Sanguinetti: «Figura insigne del clero sardo»
TEMPIO. Una grande folla di fedeli giunti da ogni parte dell’isola, religiosi e laici, ha partecipato ieri pomeriggio, alle solenni celebrazioni per il XXV° anniversario della morte di Padre Salvatore Vico, dichiarato l’anno scorso Servo di Dio, fondatore della Congregazione missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso, per il quale il 10 gennaio di quest’anno, su parere favorevole della Congregazione per le Cause dei Santi, era stata avviata in cattedrale a Tempio, la prima sessione per l’apertura della causa di beatificazione. La cerimonia, una messa e successivamente una serie di autorevoli interventi, si è svolta nel Santuario di Gesù, costruito a suo tempo dallo stesso Padre Vico perché fosse centro di preghiera sacerdotale e missionaria.
Tantissimi i fedeli presenti. Tra i tanti (molti dei quali avevano usufruito del servizio di Padre Vico) anche una delle prime orfane dell’Istituto San Francesco di Tempio, di 93 anni. Presente anche, oltre a rappresentanti dei diversi Istituti voluti dal sacerdote per alleviare orfani ed i più deboli, anche una donna di 105 anni, sorella di un altro sacerdote, che ben aveva conosciuto Padre Vico.
La messa, che ha preceduto la serie degli interventi, cerimoniere don Efisio Coni, parroco della parrocchia del sacro Cuore in Tempio, è stata concelebrata da quattro vescovi: monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio Ampurias, monsignor Padre Paolo Atzei, arcivescovo di Sassari, monsignor Corrado Melis vescovo di Ozieri e monsignor Pietro Meloni, vescovo emerito di Nuoro. Concelebranti, assieme a loro, oltre trenta sacerdoti provenienti da varie diocesi della Sardegna. Presenti anche diaconi e seminaristi del seminario diocesano.
Le autorità laiche erano rappresentate dal sindaco Andrea Biancareddu, dal vice sindaco Anna Paola Aisoni, da diversi assessori, dal vicequestore Raffaele Bracale e dal capitano dei carabinieri Ilaria Campeggio.
Monsignor Sanguinetti nella sua omelia ha manifestato «sentimenti di profonda gratitudine e lode al Signore per la vita del servo di Dio Padre Salvatore Vico, definendolo insigne figura di sacerdote, di apostolo del Vangelo e della carità del nostro tempo. Una delle figure più rappresentative del clero sardo del Novecento, al quale la nostra chiesa diocesana – ha detto il vescovo – non può non guardare con profonda venerazione, ammirazione e riconoscenza, per la traccia di santità e di spirito apostolico da lui lasciati».
Subito dopo la celebrazione, animata dai canti della Cappella musicale del Duomo diretta dal maestro Fabrizio Ruggero, hanno fatto seguito, moderatore don Paolo Pala, rettore del seminario, le testimonianze di monsignor Paolo Atzei, di don Gianni Sini, di monsignor Giovanni Maria Pittorru e di don Gian Franco Saba.
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