La Nuova Sardegna

Olbia

La guerra dell’ombrellone finisce davanti al giudice

di Tiziana Simula
La guerra dell’ombrellone finisce davanti al giudice

Loiri Porto San Paolo, sotto accusa il bando per le concessioni della giunta Inzaina L’attuale amministrazione parte civile nel processo per turbativa d’asta

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LOIRI PORTO SAN PAOLO. Finisce davanti al giudice la “guerra dell’ombrellone” che aveva infuocato l’estate 2012 dei concessionari balneari del litorale di Porto San Paolo. Una vicenda esplosa in piena campagna elettorale, quando l’amministrazione uscente guidata da Giovanni Inzaina decise di approvare il Pul e di indire il bando di gara per l’assegnazione delle concessioni balneari a pochi giorni dal voto. Il caso era approdato in Procura dopo la denuncia di cinque operatori balneari. A settembre, le indagini sono sfociate nel rinvio a giudizio disposto dal gup Elisabetta Carta nei confronti di un giovane di Porto San Paolo, Alessandro Piredda, che si era aggiudicato la concessione balneare centrale nella spiaggia di Porto Taverna.

Il processo. Il processo prenderà il via il 10 gennaio. Il giovane, assistito dall’avvocato Luca Accardo deve rispondere di fronte al giudice monocratico dell’accusa di turbativa d’asta. All’imputato, in sostanza, viene contestato il fatto di aver disposto di informazioni di cui non poteva disporre. Cosa che, secondo l’accusa, gli avrebbe consentito di aggiudicarsi la concessione presentando per primo tutta la documentazione prevista dal bando.

Il Comune parte civile. L’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Meloni (Pd), che vinse le elezioni contro Giovanni Inzaina, si è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Carlo Selis, così come parte civile si sono costituiti, con l’avvocato Paola Puddu, anche gli operatori balneari che avevano denunciato il fatto in Procura, ricorrendo, tra l’altro, anche al Tar dando il via a una battaglia amministrativa parallela.

La denuncia in Procura. La decisione della giunta Inzaina di indire il bando di gara per le concessioni balneari a pochi giorni dalle elezioni, aveva scatenato la furia degli operatori balneari che, a stagione già cominciata, quando ormai erano più che certi che il Comune avrebbe applicato la proroga fino al 2015 prevista dal decreto, videro invece rimettere tutto in discussione. La denuncia in Procura era scattata poco dopo l’assegnazione della concessione di Porto Taverna: c’erano diversi aspetti sui quali fare luce, secondo i vecchi concessionari balneari. Messi nero su bianco nella denuncia presentata in Procura. Il bando stabiliva ad esempio che, in caso di parità di punteggio, a prevalere sarebbe stato l’ordine cronologico della presentazione delle domande. La prima offerta con tutti i requisiti richiesti, secondo la denuncia, sarebbe arrivata 39 minuti dopo la pubblicazione del bando sul sito del Comune e l’assegno circolare, uno dei requisiti richiesti, un’ora prima che venisse pubblicato il bando.

Il sindaco. «L’amministrazione – spiega Giuseppe Meloni – si è costituita parte civile non per intenti di rivalsa nei confronti di nessuno, ma perché vogliamo che sia fatta chiarezza una volta per tutte su una vicenda spiacevole, e per tutelare il buon nome e l’immagine del Comune. Sia la vicenza giudiziaria che il ricorso al Tar hanno bloccato la nostra programmazione sul litorale: in questi anni sono passato da un’aula all’altra dei tribunali per vicende non causate da noi, anziché occuparmi della programmazione».

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