Il Consorzio industriale: «Nessuna emissione nociva dalla discarica di Olbia»

La discarica di Spiritu Santu

Una relazione corposa inviata dai tecnici dell’ente alla Regione. Ribadite anche le difficoltà di spostare la struttura di Spiritu Santu

OLBIA. Qualche tempo fa il presidente del comitato di quartiere di Murta Maria, Corrado Varrucciu, e un medico di Porto San Paolo, Luigi Muroni avevano sollevato la questione delle emissioni provenienti dalla discarica di Spiritu Santu, avanzando l’ipotesi che fossero nocive. Una battaglia lunga quella dei due centri, che vorrebbero lo spostamento della discarica in altra sede. Con in più il sospetto che ci possa essere una correlazione fra l’aumento di casi di tumore nella zona e la presenza della discarica di Spiritu Santu.

La relazione. Il Cipnes, che già in prima battuta aveva replicato sostenendo la non veridicità delle affermazioni provenienti da Murta Maria e Porto San Paolo, ha poi inviato una corposa relazione all’assessorato regionale all’ambiente e a quello alla sanità, oltre che al prefetto di Sassari e al commissario straordinario della Provincia Olbia-Tempio. Una relazione che riafferma con forza che le emissioni provenienti dalla struttura che gestisce i rifiuti a Spiritu Santu non sono nocive. Nella nota intanto il Cipnes precisa che, a parere dei suoi tecnici, gli stessi odori molesti non provengono dalla discarica. E comunque in più punti viene ribadita la non nocività delle emissioni. Intanto perché la struttura non ha avuto disservizi perduranti tali da giustificare odori sgradevoli. Poi in occasione di segnalazioni, il Cipnes stesso ha avuto modo di constatare che le emissioni non sono prodotte dalla struttura gestita, ricordando che nell’ambito territoriale c’è il depuratore di Murta Maria gestito da Abbanoa, notoriamente fonte di odori non piacevoli.

Il presidente del Cipnes Mario Gattu e il direttore Aldo Carta

L’aumento della quantità nell’ultimo anno di frazione umida è stato combattuto con una serie di accorgimenti tenendo sotto il livello previsto dalle leggi della soglia di tollerabilità umana. I controlli del Noe non hanno portato a rilevare particolari elementi di criticità. D’estate le lavorazioni sono state effettuate sempre di giorno per evitare eventuali emissioni notturne. Nel frattempo si stanno studiando una serie di nuove progettazioni impiantistiche per migliorare sempre più la lavorazione della frazione umida.

Gli altri enti. In ogni caso il Cipnes ha proposto alcune iniziative a Regione, per migliorare la situazione ma né provincia né Regione hanno mai risposto alle istanze del Cipnes.

Malattie cancerogene. Dai dati forniti dalla Asl, sino al luglio 2016, ricorda la relazione del Cipnes, non si evince quanto genericamente affermato dai firmatari della segnalazione per cui risulta che si stiano diffondendo allo stato dei fatti, allarmi ingiustificati, non suffragati da chiare evidenze scientifiche.

Spostamento della discarica. La relazione del Consorzio industriale sottolinea come «appaia molto problematica e plausibilmente impraticabile l’individuazione di un sito alternativo per la realizzazione di un nuovo complesso impiantistico destinato al trattamento dei rifiuti del bacino servito dal Cipnes, che comprende 17 comuni».

Lo spostamento, comunque, qualora si trovasse realmente un altro sito, comporterebbe la demolizione di macchinari attualmente in funzione e dal costo molto alto. In totale, fanno sapere dal Cipnes, si tratterebbe di un valore che supera i 30 milioni di euro. «Sarebbe arrecato un danno erariale ingente – conclude la nota – nel distruggere infrastrutture la cui costruzione, progettazione e gestione è stata autorizzata dagli enti territoriali competenti e dalle autorità preposte sulla materia ambientale».

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