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La Cgil e il movimento operaio

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La Maddalena, convegno per ricordare i licenziamenti politici nella difesa

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LA MADDALENA. La Cgil Gallura ha organizzato un incontro per parlare dei licenziamenti politici nella difesa. Si trattava di un’indagine sul ruolo del movimento operaio alla Maddalena. Presenti all’incontro i vertici della Cgil: la segretaria nazionale Gianna Fracassi, quella generale della Cgil Gallura Luisa Di Lorenzo, il coordinatore Lorenzo Porcheddu e Carlo Ghezzi, segretario della “Fondazione Di Vittorio”. A fare gli onori di casa l’assessore alla sanità Massimiliano Guccini. Apprezzata da tutti la presenza di molti familiari dei lavoratori che erano stati licenziati, e soprattutto quella di Nino Virgona, ora novantenne, ma sempre lucido nel ricordare quel periodo. A far conoscere quello che è accaduto è stato il giornalista Tore Abate che, insieme a Franco Nardini, recentemente scomparso, ha scritto un libro “Il pane del governo- La Maddalena 1946-1956”. «All’inizio del 1952 – ha detto Abate – , si dovettero preparare delle ‘liste di proscrizione ’ che, dopo un sommario controllo, furono esposte ai massimi gradi del Ministero della Difesa per le azioni di intimidazione. Il licenziamento degli operai avvenne con la modalità del non rinnovo del contratto di lavoro. La prima ondata di lettere giunse il 24 giugno del 1952, otto giorni prima della scadenza, alle ore 16 circa. La seconda massiccia ondata di licenziamenti degli operai e degli impiegati comunisti avvenne dall’Arsenale Militare quattro anni dopo. Le lettere furono fatte pervenire alle persone colpite quasi alla vigilia del Natale del 1956». Il coordinatore Lorenzo Porcheddu ha rimarcato che «attraverso un ricordo storico si riafferma la validità della costituzione e della presenza dell’organizzazione o meglio la libertà di tenere i posti di lavoro. Questi licenziati rappresentano la pietra miliare nel divenire democratico di quest’isola e finalmente si è posto l’accento su di una presenza importante come la classe operaia e i partiti di sinistra che è la rappresentanza di questo paese». La segretaria generale della Gallura Luisa Di Lorenzo si è detta soddisfatta per la riuscita dell’evento «così importante perché ha determinato il futuro politico della comunità. Non volevamo che quanto accaduto venisse dimenticato o addirittura banalizzato». (a.n.)

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