Partito comunista rinato, è già scontro
Lite tra un dirigente nazionale e quelli cittadini sul simbolo. La sezione è stata ricostituita due mesi fa
TEMPIO. A distanza di soli due mesi dall’avvio del tesseramento ufficiale e dell’assegnazione delle cariche, nella sezione tempiese “Vanni Bisson” del Partico comunista italiano scoppia la guerra delle tessere e degli incarichi. Quello che sino a qualche giorno fa era soltanto un leggero venticello, si è trasformato nelle ultime ore, con l’emissione quasi contemporanea di due diversi comunicati, entrambi con il vecchio stemma del Pci, in un “fragor di temporale” di rossiniana memoria.
A ufficializzare la lotta intestina è stata la partecipazione a un dibattito televisivo sul prossimo referendum di Giovanni Cocco, in qualità di segretario della Federazione gallurese del Pci. La sua presenza è stata contestata con una nota, apparsa anche sul web, dall’ex segretario sezionale Alessandro Cordella. La nota a chiare lettere affermava che «Giovanni Cocco, girovago politico, non rappresentava la Federazione gallurese, e che avrebbe dovuto impegnarsi politicamente in zone, come Cagliari, Sassari o Macomer, a lui più confacenti, ma non in Gallura dove non godeva la fiducia degli iscritti».
Immediata la replica del segretario sezionale, Nicola Luciano e dello stesso Giovanni Cocco che in un comunicato congiunto, sempre su carta intestata del Pci, smentiscono Cordella affermando che sia Giovanni Cocco che Nicola Luciano (anche lui evidentemente contestato) sono stati eletti, rispettivamente, segretari della Federazione della Gallura e della sezione “Vanni Bisson” del Partito comunista italiano. «L'elezione è avvenuta all'unanimità - scrivono i due - nel corso di una regolare assemblea federale, che ha eletto anche il Comitato direttivo cittadino nelle persone di Nietta Secci, Gianfranco Pintus, Domenico Ambrosini, Maria Alias e Alessandro Pruneddu». Dai due segretari, contro Cordella arriva anche la diffida dall'usare simboli e riferimenti riconducibili al Pci e l’annuncio di una possibile denuncia agli organi inquirenti per diffamazione in atto. Nella mattinata di ieri, infine, nella vicenda si è inserito anche Manrico Casini, presidente della Commissione regionale di garanzia del Pci, che dopo avere sconfessato le affermazioni di Cordella, ribadisce a chiare lettere che sia Giovanni Cocco che Nicola Luciano sono legittimati, dal voto degli iscritti, a ricoprire l’incarico loro assegnato. Il garante infine, comunica che, all’infuori dei due citati segretari, nessun altro in Gallura è abilitato a fare comunicati, su carta intestata o meno, a nome del Pci, non avendo, chiunque esso sia, alcun riconoscimento da parte degli organismi ufficiali del Partito. (a.m.)
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