Abbanoa “slaccia” Costa Paradiso
Trinità, le 2mila ville resteranno nuovamente a secco: disatteso l’accordo
D’AGULTU. Ci risiamo. Le duemila ville con piscina e vista mare di Costa Paradiso, resteranno di nuovo a secco, come già accaduto a luglio. Abbanoa ha annunciato che nei prossimi giorni provvederà allo slaccio del villaggio. Il condominio, riferisce il gestore del servizio idrico integrato, non ha rispettato il piano di rientro concordato a luglio per saldare un debito di un milione e mezzo di euro per consumi idrici mai pagati nel corso degli anni. «Finite le vacanze disattesi gli impegni – commenta l’amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti – I buoni propositi delle ville di Costa Paradiso sono svaniti con le partenze degli ultimi residenti».
Piano disatteso. A luglio, Abbanoa aveva chiuso i rubinetti al megacondominio di Costa Paradiso. Poi, grazie anche all’intervento dell’amministrazione comunale, era stato trovato un accordo sulla morosità. Ben presto disatteso, stando ad Abbanoa. Che annuncia il nuovo slaccio. «Pagato l’acconto in agosto e la prima rata di settembre, consentendo così di ripristinare l’erogazione durante l’estate, la seconda rata di ottobre non è stata onorata – spiega una nota – . Nelle ultime settimane sono stati effettuati numerosi solleciti ai quali non ha fatto seguito alcun versamento. Per questo motivo il piano di rientro viene a decadere e l’utenza sarà nuovamente slacciata. È intollerabile che ancora una volta la garanzia del servizio della località di villeggiatura continui a pesare sull’intera collettività sarda. Gli importi dovuti, tra l’altro, continuano a lievitare: oltre al debito pregresso, si aggiungono anche i consumi effettuati questa estate: quasi centomila metri cubi.
Lo slaccio di luglio. L’utenza era stata slacciata dopo il via libera del Tribunale di Tempio che aveva confermato la legittimità dell’interruzione del servizio per la grave morosità accumulata. Il debito era di circa un milione e mezzo di euro. Sulla correttezza degli importi richiesti da Abbanoa, inoltre, si era già espressa la Corte d’Appello di Sassari. Quella di Costa Paradiso è un’utenza condominiale con un unico contatore. Gran parte del debito sarebbe stato accumulato da operatori turistici (imprese immobiliari proprietarie di più case date in affitto per le vacanze). «Essendo però un’utenza condominiale – chiarisce Abbanoa –, spetta agli amministratori interni evitare una certa tolleranza nei confronti dei morosi che non pagano le proprie quote».
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