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Olbia

Il fegato salverà un cinquantenne a Milano

Il fegato salverà un cinquantenne a Milano

Trasporto con un elicottero della capitaneria e un’ambulanza per l’assenza di velivoli convenzionati

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OLBIA. La notte dell’espianto degli organi di Patrizia Bigi, in Italia erano in corso altre donazioni d’organo. Per questo motivo si è creato un problema per il reperimento degli elicotteri convenzionati per il trasporto delle equipe che dovevano prelevare gli organi del donatore e portarli a chi li doveva ricevere. In particolare per l’espianto di fegato di Patrizia Bigi all'ospedale di Olbia e il suo trapianto su un cinquantenne genovese che era ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano, avvenuto nella notte fra martedì e mercoledì. Per poter effettuare questo trasferimento è stata necessaria una staffetta tra l'elicottero della capitaneria di porto e una ambulanza che, appena il velivolo è atterrato ha provveduto al trasporto al Niguarda. Il 118, con il coordinamento della prefettura, ha inviato a Olbia l'elicottero della Capitaneria di Porto di Luni, in grado di volare anche di notte, con due chirurghi di Genova. Fatto l'espianto l'equipe è tornata nel capoluogo ligure. A questo punto l'elicottero per ragioni tecnico amministrative, non poteva essere più usato per trasferire il fegato al Niguarda dove lo attendeva il paziente genovese, così l'organo è stato affidato a una ambulanza attrezzata per questo servizio scortata dalla polizia stradale. Il fegato è arrivato a destinazione in soli 60 minuti. «Nella difficile situazione che si è presentata nelle prime ore di mercoledì - spiega Andrea Gianelli Castiglione, direttore del centro regionale trapianti della Liguria solo l'eccezionale collaborazione tra le istituzioni coinvolte ha reso possibile il trapianto nei tempi compatibili con una buona riuscita».

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