Scoperto l’autore di “Mastru Juanni”: è Pietro Multineddu
L’opera era stata divulgata dal giurista Salvatore Sechi. Grande curiosità e dibattito in città intorno al manoscritto
TEMPIO. “Mastru Juanni”, opera poetica di autore ignoto, il cui manoscritto fu scoperto nella biblioteca di famiglia, negli anni giovanili, da Salvatore Sechi, (consigliere giuridico degli ultimi sei presidenti della Repubblica), ricordato recentemente in città, ad un anno dalla sua morte, ha finalmente il suo autore: Pietro Multineddu. A scrivere l’opera – divulgata e data alle stampe come autore ignoto, proprio da Salvatore Sechi –, sembra essere stato, infatti tale Pietro Multineddu, di cui racconta la storia Maria Assunta Sini, che conserva gelosamente il manoscritto firmato dell’opera.
Le fu consegnato una decina di anni fa, dalla sorella Lenuccia che a sua volta l’aveva avuto dalla madre, Maria Multineddu, deceduta nel 1999, all’età di 90 anni. Donna impareggiabile, magnifica interprete in Sardegna degli antichi moduli del canto gallurese che oltre cento anni fa, nell’ormai inesistente teatro Grimaldi, in via Roma inferiore e successivamente nel teatro del Carmine, si esibiva per beneficenza, accompagnandosi da sola con la chitarra. Zia Mariedda, come è sempre stata chiamata a Tempio, aveva a sua volta avuto il manoscritto dal padre, Francesco Multineddu, noto a Tempio come Ciccu Multineddu, sicuramente parente, di Pietro Multineddu, di cui conservava gelosamente, assieme ad altre poesie anche “Mastru Juanni”.
L’omaggio dell’Ute. L’opera, ieri, è stata oggetto della lezione in occasione dell’’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Ute. «Nel 19esimo anno della nostra attività – dice la presidente Lina Rosa Antona –, l’Ute ha voluto rendere omaggio a Salvatore Sechi, proponendo la lettura teatrale della “Canzona di Mastru Juanni”, con la collaborazione di Salvatore Luciano, e la disponibilità di Tore Barraqueddu, Maria Antonietta Pirrigheddu, Bruna Sassu, Tino Scugugia e Bruno Vargiu».
Il rammarico. Sulla rappresentazione al Teatro del Carmine invece, interviene l’ex insegnante Anna Demuro-Orecchioni. Con una nota, arricchita anche da una lunga lettera di alcuni suoi ex alunni, oggi professionisti in diversi campi, la donna ricorda in maniera risoluta che l’opera Mastru Juanni, recentemente presentata in Teatro come un evento straordinario ed unico, era già stata narrata con il beneplacito scritto di Salvatore Sechi e con il successivo plauso del professor Giulio Cossu, nel 1991, grazie alla riduzione teatrale delle professoresse Maria Laura Franco-Campra e della stessa Anna Demuro-Orecchioni e circa 75 alunni della scuola media.
«La stessa rappresentazione di qualche settimana fa, è stata realizzata sulla base della nostra teatralizzazione – rimarca l’ex insegnante –. Ci sarebbe piaciuto che per l’occasione si fossero ricordati almeno gli alunni che diedero vita a quello spettacolo e soprattutto del primo Mastru Juanni della storia, lo splendido Daniele Pruneddu che da tempo non è più con noi.
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