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Mori: Pittorru non poteva influire

Mori: Pittorru non poteva influire

Corruzione, l’ex capo del Sisde testimonia a favore del generale di Calangianus

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TEMPIO. «Mai stata alcuna influenza del generale Francesco Pittorru nell’affidamento dei lavori di sistemazione della caserma dell’Aisi “Zignani”, nel quartiere San Giovanni a Roma». È una testimonianza pesante quella del super prefetto Mario Mori, ex direttore del Sisde, al processo “Grandi eventi” in corso al tribunale di Roma. Tra gli imputati proprio il generale settantenne della guardia di finanza Francesco Pittorru, di Calangianus, e il costruttore Diego Anemone. Tutti sono accusati di corruzione. Venerdì scorso davanti ai giudici romani l’ex capo dei Servizi segreti ha segnato più di un punto a favore del generale Pittorru riferendo che per tutti gli appalti che riguardavano l’Aisi discuteva la direzione direttamente con il Provveditorato ai lavori pubblici e che il generale Pittorru in nessun caso poteva interloquire per favorire un imprenditore. Secondo l’accusa, invece, Pittorru sarebbe intervenuto per far affidare i lavori di manutenzione della caserma all’imprenditore Diego Anemone. Corruzione, insomma. Nel dettaglio: sempre secondo l’accusa, Anemone avrebbe dato a Pittorru qualcosa come un milione e 200 mila euro per agevolarlo negli appalti per i lavori ai Servizi segreti. «La testimonianza di Mori è stata chiara – commenta l’avvocato di Tempio Giovanni Azzena, che insieme all’avvocato di Nuoro Gianluigi Mastio difende il generale di Calangianus – Francesco Pittorru non poteva influire in alcun modo nell’affidamento degli appalti ai Servizi segreti. Non poteva farlo dal punto di vista istituzionale né poteva farlo sotto il profilo dei rapporti personali. Insomma, non è mai intervenuto per favorire Anemone. Dalla testimonianza dell’ex capo del Sisde è emerso piuttosto che l’appalto per la manutenzione della caserma “Zignani” era stato affidato ad Anemone perché, secondo una prassi consolidata, le manutenzioni venivano affidate a chi aveva già costruito l’opera e ne conosceva ogni dettaglio e particolare».

Il processo proseguirà a Roma il 23 dicembre. È prevista l’audizione di altri testimoni citati dalla difesa.

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