La Nuova Sardegna

Olbia

La rivolta dei carrascialai: troppi ritardi e pochi soldi

di Angelo Mavuli
La rivolta dei carrascialai: troppi ritardi e pochi soldi

L’associazione restituisce le chiavi degli hangar, a rischio le tradizionali sfilate La replica degli amministratori: «Burocrazia lenta, garantiamo noi i fornitori»

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TEMPIO. La prossima edizione del Carnevale tempiese, in programma dal 23 al 28 febbraio del prossimo anno, potrebbe essere caratterizzata dall’assenza dei carri allegorici creati dai componenti dell’associazione Carrascialai, ridotti a 9 quest’anno, rispetto ai 12 dell’anno scorso, dopo il forfait dello storico gruppo dei Vampiri e degli Amici di Valentina di Aglientu.

La notizia della defezione è arrivata “improvvisa” nell’incontro, richiesto dai Carrascialai, svoltosi al Comune tra l’amministrazione locale e i nove capigruppo dell’associazione, guidati dal presidente Massimo Pirrigheddu, nonché capogruppo della Vecchia Guardia che ha restituito agli amministratori le chiavi degli hangar carnevaleschi dove i carri vengono realizzati. «I tempi che stiamo vivendo dal punto di vista economico e lavorativo – ha spiegato Pirrigheddu –, non sono dei più facili. La costosa realizzazione dei carri (supportata dal Comune con un contributo di 3 mila euro a carro ndc), sono rientrati, purtroppo, nell’elenco dei lussi che la contingenza economica ci obbliga ad eliminare, così come mille altre cose. Se a questo si aggiungono poi i ritardi imposti dalla burocrazia e i rallentamenti causati costantemente dalla struttura burocratica del Comune, si capisce chiaramente che la nostra decisione non è dettata dalle polemiche ma semplicemente dalla presa di coscienza della realtà».

Sulla stessa linea Angelo Marielli, capo del “Gruppo folk”. «Noi siamo arrabbiati soprattutto per i ritardi causati dalla burocrazia. Dei 3mila euro che occorrono per la realizzazione dei carri – spiega –, i primi millecinquecento ci vengono dati intorno al 15 di dicembre. Altri mille ci vengono dati ai primi di febbraio, qualche settima prima delle sfilate e il saldo alla presentazione dell’intera rendicontazione. Questi “tempi burocratici” – ha continuato – purtroppo, non sono più possibili per l’intransigenza dei fornitori che quando ci danno la merce vogliono i soldi e non solo promesse di pagamento e per la nostra stessa impossibilità di lavoratori che non possiamo più permetterci di anticipare soldi togliendoli alle nostre famiglie».

Le esternazioni dei due che parlano anche a nome degli altri sette responsabili dei carri, diventano malcontento nei confronti dell’amministrazione comunale «che alcune volte non è sollecita alle nostre richieste di carattere tecnico come ad esempio la presenza dei due Scarrabili di fronte agli hangar per i rifiuti».

Immediata, nella stessa riunione, la replica, sia di Gianni Addis e sia del vice sindaco Anna Paola Aisoni e del sindaco Andrea Biancareddu ,che dopo avere spiegato le ragioni dei ritardi «dovuti solo ad aspetti burocratici», ha detto Addis, e dopo che lo stesso sindaco si è detto disposto a fare da garante nei confronti dei fornitori, hanno inutilmente chiesto, ai Carrascialai di tornare sui loro passi. Ieri a tarda sera è stato convocato un nuovo incontro.

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