Violenza contro le donne i mostri vivono in casa
Botte e maltrattamenti, l’87% dei casi avviene tra le mura dell’abitazione Oltre duemila richieste di aiuto in 8 anni al centro guidato da Patrizia Desole
OLBIA. Il mostro vive in casa. E’ l’uomo (marito, compagno o fidanzato) che maltratta, picchia, minaccia e violenta. Parlano i dati. Quei drammatici numeri che ha registrato anche nel 2015 il centro antiviolenza guidato da Patrizia Desole: nell’’87% dei casi, si continua a parlare di violenza domestica, mentre nel restante 13% la violenza avviene fuori dalla casa.
I primi passi. “Prospettiva Donna”, nata ufficialmente nel 2008 dopo un’attività di gruppo andata avanti per qualche anno, dal momento in cui è stata istituita ha seguito più di 2000 donne. Donne vittime di partner violenti, che le hanno pestate a sangue, che le hanno fatte vivere nell’isolamento, che le hanno terrorizzate, che le hanno costrette a subire abusi di ogni genere anche davanti ai loro figli.
Un aiuto fondamentale. Ma per queste donne l’aiuto del centro antiviolenza è stato fondamentale e ha rappresentato l’unica via di uscita per fuggire dalla prigione e per affrontare un percorso verso la riconquista della serenità e della libertà.
I numeri A pochi giorni dalla celebrazione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne organizzata a Roma dall’associazione D.i.R.e., il centro di Olbia lancia l’ennesimo allarme per i tanti casi di violenza che deve affrontare. «Anche nel 2015 - spiegano Patrizia Desole e Piera Bisson - hanno chiesto il nostro aiuto 240 donne, 153 delle quali hanno seguito un percorso strutturato. Di queste, 32 sono state ospitate nella casa protetta con 19 bambini, e in tutte le situazioni si tratta di donne che si sono sentite in pericolo di vita. Vengono seguite dalla nostra équipe multidisciplinare, la stessa che è stata inserita nel protocollo siglato anni fa e rafforzato nel 2014 con la Asl, le forze dell’ordine, il Comune e la Questura».
Il percorso. C’è un duro e delicatissimo lavoro che viene fatto dalle operatrici del centro per aiutare e sostenere le donne vittime di violenza. Ma il cerchio si chiude soltanto quando la donna è finalmente pronta a riprendersi la sua vita, con l’inserimento nel mondo del lavoro e con una nuova casa.
Fasce d’età. Si è innalzata l’età delle vittime di violenza e si è abbassata quella minima. Sino a qualche anno fa le donne che subivano violenze di ogni genere, ma soprattutto fisiche, avevano al massimo 65 anni. Adesso si arriva anche a 75 anni e in qualche caso a 78. Sta venendo fuori il sommerso, insomma. Perché si tratta di donne che hanno subìto in silenzio botte e maltrattamenti anche per trent’anni e che arrivano a dire basta e a chiedere l’aiuto di Prospettiva Donna. Nello stesso tempo sono in crescita le minorenni vittime di violenza, soprattutto attraverso i social, ma sono purtroppo in aumento anche le giovani che subiscono abusi da parte di loro parenti. Le donne vittime di stalking, violenza fisica e maltrattamenti sono soprattutto italiane (74%), le rimanenti sono straniere. In quest’ultimo caso, però, i loro partner violenti sono quasi sempre italiani.
I comuni. Olbia è al primo posto nel territorio per numero di casi di violenza sulle donne, ma la situazione è allarmante anche a Tempio, La Maddalena, Arzachena, Palau, Padru, San Teodoro, Budoni, Aggius, Berchidda, Alà dei Sardi e Loiri Porto San Paolo.
Progetti e prevenzione. Andrà avanti il progetto “Bottega Magica”, organizzato per i bambini vittime di violenza assistita. Per la sua grande validità, Pangea ha infatti deciso di dare il suo sostegno. Proseguono, nello stesso tempo, le attività di prevenzione del centro. Ovvero tanta sensibilizzazione e informazione a partire dalle scuole.
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