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Ammanchi nei depositi postali direttrice agli arresti domiciliari

Ammanchi nei depositi postali direttrice agli arresti domiciliari

Luogosanto, le indagini cordinate dalla Procura di Tempio sono state avviate la scorsa estate Sono decine i clienti dell’ufficio postale ai quali sono stati svuotati i conti e i depositi a risparmio

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LUOGOSANTO. La direttrice dell’ufficio postale di Luogosanto, la cagliaritana Elena Altobelli di 49 anni e finita agli arresti domiciliari, ieri mattina, per una serie di ammanchi nei depositi a risparmio di diversi clienti.

Le indagini sulla vicenda che ha portato agli arresti la donna risalgono all’estate scorsa, quando la direttrice si assentò per ferie e venne sostituita da una collega.

Diversi correntisti, nel chiedere gli estratti conto dei conti correnti postali, avevano rilevato delle notevoli differenze tra il danaro lasciato in deposito e il saldo finale. Le indagini, portate avanti dal sostituto procuratore della Repubblica Roberta Guido che si è avvalsa della collaborazione sinergica tra carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza hanno messo in luce un presunto ammanco di cassa che supera i trecentomila euro. La donna, sospesa nell’agosto scorso dal servizio da Poste Italiane, è ora indagata per appropriazione indebita, pecultato e truffa ai danni degli ignari clienti che, dandole ampia fiducia nel corso degli anni, avrebbero consegnato nelle mani della ex direttrice postale tutti i loro risparmi. In seguito alle indagini andate aventi per alcuni mesi la task force di polizia, carabinieri e guardia di finanza è riuscita a ricostruire le movimentazioni fraudolente messe in atto dalla ex funzionaria postale, che avrebbe avviato la propria attività di prelevamento di danaro sin dal 2002, quando venne incaricata di dirigere il’ufficio postale di Luogosanto. Stando alle indagini, che si sono chiuse ieri con l’ordinanza di custodia cautelare contro la donna firmata dal gip del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano, la donna avrebbe messo in piedi un «sistema di articolate truffe e raggiri per appropriarsi indebitamente dei risparmi di cittadini poco abituati all’utilizzo di strumenti finanziari che venivano abbindolati sapientemente dalla disponibile direttrice dell’Ufficio postale, sempre dedita al lavoro e ben voluta dalla popolazione che le affidava senza batter ciglio i propri risparmi», dicono gli investigatori. Il caso era venuto alla luce quando una famiglia del paese, che aveva deciso di ritirare gran parte dei risparmi depositati, venne a sapere dal funzionario di turno che sul loro conto non erano rimasti che pochi euro. Nella stazione dei carabinieri sono state presentate decine di denunce dai cittadini che avevano amaramente constatato che i loro risparmi si erano volatilizzati nel nulla.

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