Carcere senza acqua calda: «Intervenga la Procura»
Il Sinappe chiede la verifica sull’impianto: «Costruito di recente, è già logoro» In due sezioni detentive non si può fare la doccia, in tilt anche il riscaldamento
TEMPIO. Nuova protesta per la carenza d’acqua nella casa di reclusione di Nuchis. Stavolta interviene il Sindacato Nazionale Autonomo della Polizia Penitenziaria che chiede alla Procura della Repubblica di Tempio di procedere agli opportuni accertamenti per capire «come mai un impianto di recentissima costruzione sia ridotto, in così poco tempo, in condizioni di inagibilità. Corre obbligo a questa organizzazione sindacale - scrive il Sinappe -, segnalare le proteste provenienti da parte del personale operante, per la sospensione della fornitura dell’acqua calda nella caserma e in due delle quattro sezioni detentive. Tale anomalia, sembra sia dovuta all’improvvisa rottura della tubatura di alimentazione, la quale, ormai logora nella maggior parte dell’impianto idrico, continua a esplodere in diversi punti con i conseguenti immaginabili disagi dovuti anche all’attuale fredda stagione. Inutile dire - prosegue il documento -, che non funziona di conseguenza neanche l’impianto di riscaldamento. Giova anche evidenziare che da anni è noto a tutti che l’impianto idrico dell’intera struttura, (inaugurata 4 anni fa, esattamente il 27 novembre del 2012 e che ospita attualmente circa 200 detenuti ndc), va logorandosi rapidamente e che tale situazione è già stata puntualmente comunicata, inutilmente, dalla direzione tempiese e agli uffici interessati. Sembrerebbe - va avanti il comunicato, entrando anche in preoccupanti analisi tecniche -, che per inadeguatezza del tipo di materiale impiegato nella realizzazione dell’opera, l’alta concentrazione di metalli presente nella rete idrica stia corrodendo e intasando di ruggine le tubature al punto che le stesse scoppiano improvvisamente in vari punti. Tale situazione, (già denunciata circa due settimane fa anche dall’Uspp, l’Unione sindacale polizia penitenziaria della Sardegna), non è più procrastinabile se si pensa che da diversi mesi ormai anche due, delle quattro sezioni detentive, sono senza acqua calda e i detenuti non possono fruire neanche della doccia. Come ben si potrà comprendere - continua il Sinappe - la criticità riveste carattere di estrema delicatezza e importanza e necessita di decisioni ormai non più rinviabili. Infatti, non ci stupirebbe se tra qualche giorno, visto lo stato disastroso in cui versa, l’intero impianto venisse a collassare».
La segnalazione è stata inviata, oltre che al provveditore regionale, al Servizio vigilanza su igiene e sicurezza dell'amministrazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma e al procuratore della Repubblica del Tribunale di Tempio a cui è stato appunta richiesta una verifica dell’impianto. (a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
