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Palau, la Regione respinge il Puc: incoerente col Ppr

Palau, la Regione respinge il Puc: incoerente col Ppr

Il Comune dovrà adattare il Piano alle nuove osservazioni Contestazioni sulle cartografie ma anche su zone F e C

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PALAU. La Regione respinge il nuovo vecchio Puc. Il Piano urbanistico ideato dalla giunta Cuccu nel 2012 e rivisitato dalla giunta Pala nel 2015 per adeguarlo al Piano paesaggistico regionale «presenta elementi di criticità e incoerenza con il quadro pianificatorio, in particolare con il Ppr» . Lo scrive il direttore generale dell’assessorato all’Urbanistica, Elisabetta Neroni. Il documento invita anche il Comune ad adeguare e recepire le osservazioni per renderlo coerente.

Matita rossa-blu. Sono 17 le pagine della nota inviata dalla Regione al Comune di Palau. Lunga la lista delle modifiche e degli adeguamenti che l’ente locale dovrà fare prima di riportare di nuovo in Consiglio l’adozione del Piano urbanistico. Si va dai semplici accorgimenti sulle cartografie a interventi di ricalcolo della crescita della popolazione alla bocciatura di trasformazione di aree, da B (di completamento) a C (di espansione). Tante le bacchettate sulle mani anche sulle zone F turistiche.

Piani attuativi zone F turistiche. La Regione ricorda al Comune che una delle condizioni di ammissibilità dei piani attuativi è l’indicazione dello stato delle opere di urbanizzazione. «Si specifichi inoltre – si legge nella nota – quali lottizzazioni si trovano in condizioni tali da aver determinato il mutamento consistente e irreversibile dello stato dei luoghi». I tecnici cagliaritani chiedono anche al Comune di motivare maggiormente «la scelta di ripianificare i volumi nelle zone F1 ( insediamenti turistici pianificati e realizzati sia sulla base di piani di lottizzazione convenzionati approvati prima del 1967) in riduzione rispetto a quanto previsto nei piani di lottizzazione convenzionati».

Crescita esagerata. Secondo la Regione l’ipotesi di crescita sostenuta dal Comune col il nuovo Puc, pari al 70% della popolazione residente, non è verosimile. «E questo anche volendo considerare un maggiore incremento dello sviluppo economico indotto dall’attuazione di un nuovo strumento urbanistico, rispetto alle crescite riscontrate nei precedenti decenni pari all’8/9%».

Zona B. Per Palau centro la Regione chiede al Comune di chiarire come mai un’ampia zona indicata nel vigente Piano di fabbricazione come zona B, di completamento residenziale, sia passata C1, di espansione pianificata. Per i centri minori di Barrabisa e Capannaccia «si ritiene che la classificazione più appropriata sia la zona C. Si rilevano inoltre ampie zone B2 (espansioni da completare e riqualificare) a contorno dei due centri che sembrano non avere i requisiti di zona B».

Zone C (espansione residenziale). La giunta Pala aveva deciso, rispetto al piano Cuccu, di tagliare volumi C a sud di Palau centro e a Cuconi. «Si riscontra un ingiustificato aumento delle zone C nei centri minori di Barrabisa e Capannaccia. Il Comune potrà identificare le nuove zone di espansione nelle aree di minor pregio a condizione che non si oppongano specifiche ragioni paesaggistico-ambientali».

Consumo del territorio. La Regione mette poi in evidenza che, sebbene il nuovo Puc rispetto a quello del 2012 aumenti gli indici nelle zone C «si riscontra un indice territoriale sensibilmente inferiore rispetto al massimo ammissibile. Questa scelta porta inevitabilmente a una maggiore compromissione del territorio, in contrasto con i principi del Ppr di minimo consumo».

Zone agricole. Confermato anche nel Puc Pala il lotto minimo di tre ettari nelle zone agricole per le residenze. «Dovrà anche essere definito il lotto minimo di almeno 1 per tutte le altre destinazioni, in particolari per “impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo”. Dovrà anche essere previsto il caso di interventi con volumi superiore a 3000 metri cubi la cui realizzazione è subordinata alla delibera del Consiglio comunale».

Isola dei Gabbiani. La Regione chiede la classificazione dell’isola dei Gabbiani in zona H così come già classificato dallo strumento urbanistico vigente. L’area ricade interamente nei 300 metri dalla linea di battigia. L’area potrà essere oggetto di riqualificazione attraverso un progetto-guida senza aumenti volumetrici. Si chiede la classificazione in H, zona di salvaguardia, o E agricola per la spiaggia della Sciumara. (se.lu.)

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