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Pm e difesa, sopralluogo nell’abitazione

Pm e difesa, sopralluogo nell’abitazione

TEMPIO. Dal punto di vista delle indagini, la novità è una data segnata in rosso nell’agenda. Martedì 13 dicembre, quando il sostituto procuratore titolare delle indagini, Roberta Guido, effettuerà...

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TEMPIO. Dal punto di vista delle indagini, la novità è una data segnata in rosso nell’agenda. Martedì 13 dicembre, quando il sostituto procuratore titolare delle indagini, Roberta Guido, effettuerà un nuovo sopralluogo nella casa di piazzetta Serra Sirigo che lunedì è stata teatro del dramma familiare sfociato in tentato omicidio. Ci sarà anche il difensore di Costantino Ara, l’avvocato Cristina Cherchi che in questi giorni sta studiando a fondo la complessa vicenda che è finita quasi in tragedia. Una storia ancora tutta da chiarire. C’è da rileggere, passo dopo passo, quella burrascosa storia di amore e vessazione che alla fine ha reso folle il pensionato 71enne di Valledoria e, dopo 41 anni di convivenza, ha armato la sua mano. Tre colpi di pistola che potevano chiudere per sempre la partita. In quella storia di malamore è nascosta la soluzione del caso. Lo sa bene l’avvocato Cherchi che martedì sarà puntuale nella casa di piazzetta Serra Sirigo alla ricerca di elementi utili per la difesa. Perché, appunto, è una storia ancora tutta da chiarire.

Intanto Costantino Ara, dopo il primo interrogatorio di garanzia davanti al gip Alessandro Di Giacomo, è stato trasferito in carcere, a Bancali. Al giudice il pensionato di Valledoria ha riferito di aver sparato senza però l’intenzione di uccidere la compagna della vita. «Io l’amo – ha detto con un filo di voce, quasi in lacrime – abbiamo trascorso insieme 41 anni della nostra vita». L’uomo al gip ha anche confermato le tensioni all’interno della famiglia, soprattutto dopo la decisione di Liliana Dettori di lasciare la casa di Valledoria per andare a vivere a Tempio, dal figlio della coppia, Massimo, anche lui in cattivi rapporti con il padre. Anzi pessimi, al punto da fargli dire, a caldo, subito dopo la sparatoria, che quei proiettili in realtà erano destinati a lui.

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