Olbia, polo commerciale dietro l’aeroporto: è subito polemica
Allarme per la nascita di otto attività con grandi marchi Ambrosio (Confcommercio): l’offerta supera la domanda
OLBIA. «Un problema, più che una opportunità». Un mercato è fatto di domanda e offerta. Quando l’offerta supera la domanda, c’è un problema. Nessun entusiasmo da parte della Confcommercio di Olbia per la notizia della nascita di un nuovo polo commerciale con strutture che ospiteranno grandi marchi, dalle calzature all’abbigliamento e alla tecnologia. «Olbia è una realtà stagionale, una città piccola, con il numero di residenti che abbiamo e nonostante il turismo credo sia un problema supportare una nuova iniziativa commerciale di questo genere – spiega Pasquale Ambrosio, presidente della Confcommercio di Olbia –. Noi dobbiamo ragionare anche in termini di tutela della piccola distribuzione, il solo modo che abbiamo per reagire a queste nuove iniziative è quello di dare più qualità alle nostre attività, di incentivare l’apertura dei negozi di quartiere, riqualificare il centro storico, dare più servizi e diversificare l’offerta rispetto alla massificazione del prodotto».
Polo commerciale. Il nuovo centro direzionale commerciale sorgerà in un’area di otto ettari nella quale dovrebbero nascere almeno 8 strutture separate, di dimensioni comprese tra i 2mila e i 2500 metri quadrati, che ospiteranno i locali commerciali di grandi brand a livello nazionale e internazionale. Qualche nome? Ci sono certezze e qualche ipotesi. Ci sarà certamente Decathlon, colosso specializzato nella vendita di materiale e abbigliamento sportivo, che sbarca a Olbia dopo una storica presenza a Sassari. Ci sarà certamente una struttura che ospiterà un big della vendita di prodotti tecnologici, da capire se con il franchising Euronics o Mediaworld.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:olbia:cronaca:1.14553557:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2016/12/11/news/dietro-l-aeroporto-un-polo-commerciale-1.14553557]]
Nuovi brand. Un’altra certezza sarà la presenza del brand Pittarosso, negozio di scarpe e accessori per donna, uomo e bambino. Per l’abbigliamento dovrebbe esserci Piazza Italia, brand che ha un punto vendita attualmente nel centro commerciale Terranova o il marchio Vestis-Fralù, che ha punti vendita in mezza Sardegna da Sestu ad Alghero passando per Oristano. Non dovrebbero esserci invece grande distribuzione (al momento sarebbe esclusa la presenza della Lidl) o alimentari sul modello Carrefour. «Finora le notizie che abbiamo avuto sono arrivate dalla stampa, dobbiamo capire con certezza quali saranno i marchi che arriveranno nel nuovo polo commerciale – dice Ambrosio –. Queste strutture pongono un grosso problema a livello di mercato. Prenderemo contatti per capire chi sono i nostri interlocutori, Olbia non ha lo spazio per così tante strutture commerciali, lo si può capire dal numero di persone nel periodo invernale, mentre d’estate comunque un’offerta così ampia rischia di essere dispersiva».
No outlet. Se l’allarme è forte per il nuovo polo commerciale, ma sempre nei binari della diplomazia, i toni diventano più perentori per la possibile apertura di un nuovo outlet di abbigliamento. «Combatteremo con ogni mezzo l’eventuale apertura di un outlet. Olbia è un posto di qualità, non vogliamo strutture con aperture spot, magari solo nel periodo estivo – conferma Ambrosio –. Noi puntiamo sulla qualità, outlet del genere, come hanno dimostrato esperienze del passato, creano solo un danno per il commercio e rappresentano una concorrenza sleale per tutte le altre attività».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
