Uno su tre ce la fa, ecco chi trova lavoro tra i neodiplomati
I risultati di una ricerca di Eduscopio sugli istituti tecnici Tutti i dettagli sui tempi d’attesa prima dell’occupazione
TEMPIO. Uno su tre ce la fa. Gli altri dovranno pazientare e non perdersi d’animo. È questo, in pillole e con qualche approssimazione, il dato sui neodiplomati delle scuole tecniche di Tempio che, al termine degli studi, vanno alla ricerca di un primo impiego. Non è il risultato di improvvisate astrazioni, ma il dato di uno studio di Eduscopio, l’istituto di ricerca della Fondazione Agnelli che fotografa lo stato di salute delle scuole italiane, occupandosi non solo del successo scolastico post-diploma, ma anche dell’ingresso nel mondo del lavoro degli studenti dopo l’esame di Stato. Anche da questi riscontri si evince quella che gli esperti chiamano “efficacia educativa” della scuola.
La ricerca non investe tutte le scuole del Paese, ma solo quelle di sette regioni, tra le quali è presente anche la Sardegna, una delle scuole del Sud, insieme alla Basilicata, a far parte del campione. La ricerca fornisce dati sull’indirizzo commerciale del “Pes” e sull’Iti “Ferracciu”, dicendo in quale percentuale i diplomati delle due scuole hanno trovato lavoro nei due anni successivi al conseguimento del titolo, qual è stato il tempo d’attesa per avere il primo significativo contratto di lavoro e se hanno trovato un’occupazione coerente con gli studi compiuti. Del “Pes” si sa, ad esempio, che del numero medio di diplomati per anno, pari a 15 studenti, il 23% ha lavorato più di 6 mesi in due anni, che un 19%, avendo lavorato meno di 6 mesi, è da considerare sottocupato, e che il 32% continua gli studi all’Università. Sono numeri che risultano di poco inferiori alla media delle scuole dello stesso tipo presenti nella provincia. Più alta della media è la percentuale di studenti che vanno all’Università. Segno che, non trovando lavoro in tempi accettabili, non si perdono d’animo e potenziano la preparazione. In sintesi, per quanto riguarda il settore economico del “Pes”, l’indice di occupazione dei diplomati è del 39%, 243 sono i giorni di attesa per ottenere il primo contratto significativo e 19 i km che devono mediamente percorrere per raggiungere la sede di lavoro. Puntano maggiormente sul lavoro i diplomati del “Ferracciu”, perché solo il 16% s’iscrive all’Università. Non tutti però hanno la fortuna di realizzarsi in poco tempo. È quasi pari la percentuale di chi lavora più di 6 mesi in due anni (23%) e di chi non supera invece quella soglia (22%). Risulta più basso l’indice di occupazione dei diplomati (30%), mentre si allunga significativamente il periodo di attesa per il primo vero contratto: ben 299 giorni, vale a dire quasi 10 mesi. Malgrado questo, i dati del “Ferracciu” sono in linea con quelli delle altre scuole dello stesso tipo presenti nella provincia. Se, infine, si paragonano i dati relativi alla coerenza tra titolo di studio e lavoro, risulta che per i neoragionieri è meno difficile trovare un’occupazione affine al curriculum scolastico.
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