Bufera sul Consorzio, De Fazio vacilla
Presentata in assemblea una mozione di sfiducia: mai successo in 50 anni. Non è passata ma ha raccolto il 30% dei voti
PORTO ROTONDO. Clima da regolamento di conti nella solitamente compassata assemblea del Consorzio di Porto Rotondo. È stato approvato il bilancio di previsione per l’anno 2017, ma la bufera è arrivata con la discussione e la votazione di una mozione di sfiducia (è la prima volta in oltre 50 anni di storia di Porto Rotondo) verso il presidente Gianluca De Fazio e l’intero consiglio d’amministrazione del Consorzio. La mozione non è passata, ma ha raccolto comunque oltre il 30% dei voti, il che la dice lunga sul malessere che serpeggia tra i consorziati. Di dimissioni neppure a parlarne, ma il presidente e il cda ora barcollano e si preparano ad affrontare tra mille difficoltà l’ultimo anno del loro mandato. Sì, perché prima di votare ed eleggere i nuovi amministratori dello storico borgo della Dolce vita in Sardegna dovrà passare un’altra estate. Che, a questo punto, si preannuncia rovente.
Non che quella precedente fosse solo tiepida. Infatti, i primi segnali del malessere tra i consorziati e della rivolta in atto risalgono ai mesi di luglio e agosto. È allora che un gruppo denominato “Consorziati per Porto Rotondo domani” ha cominciato a raccogliere le firme per presentare la mozione di sfiducia nei confronti del presidente e del cda all’insegna del “tutti a casa e andiamo a votare”. All’avvocato romano Gianluca De Fazio il gruppo ribelle contestava “il peggioramento qualitativo dei servizi fondamentali a fronte delle onerose quote di partecipazione” e, più in generale, “la preoccupante situazione di decadimento della qualità della vita a Porto Rotondo e della sua immagine nel panorama delle località turistiche italiane, anche con evidenti riflessi negativi sul valore degli immobili».
Sempre ad agosto la risposta stizzita del presidente, pubblicata sul Consorzio in dirett@. «Sedicenti portorotondini – li aveva definiti De Fazio – che non hanno nemmeno il coraggio di firmarsi nelle mail sgrammaticate che inviano da una casella di posta elettronica anonima. Alludono a generiche inadempienze statutarie del cda gettando discredito sul nostro operato, mossi solo da un immotivato spirito di rivalsa nei nostri confronti»
Alla resa dei conti in assemblea si è arrivati in silenzio, alla fine di novembre. Cioè quando l’industria delle vacanze ha già spento i suoi riflettori e Porto Rotondo si svuota quasi completamente. Il silenzio è stato squarciato nei giorni scorsi da “Controcampo”, il periodico on line di informazione e opinione su Porto Rotondo, diretto e pubblicato a Milano da Mario Corrias. Insomma, un bollettino a uso e consumo dei consorziati. Corrias, che è sempre stato una voce libera e controcorrente a Porto Rotondo, ha raccontato i fatti e ha espresso la sua opinione: «Hanno vinto tutti, ha perso solo Porto Rotondo. Non si può far a mano di consludere che il modello di gestione del Consorzio ha fatto il suo tempo e mostra i suoi anni. Ha certamente funzionato bene in passato, rispondendo a logiche di conduzione e a esigenze di fruizione che non chiedevano condivisione». «Ma oggi il contesto è cambiato – aggiunge Corrias – ed è cresciuta la domanda di coinvolgimento e condivisione sulle scelte di gestione, costantemente disattesa».
@marcobittau
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