Teatro e solidarietà, i sogni spezzati di Claudia Spanu
OLBIA. Aveva due grandi sogni: fare teatro e dedicare la sua vita ai deboli e agli emarginati. Ci credeva profondamente e, nonostante la sua malattia, con ostinazione e fermezza cercava in ogni modo...
OLBIA. Aveva due grandi sogni: fare teatro e dedicare la sua vita ai deboli e agli emarginati. Ci credeva profondamente e, nonostante la sua malattia, con ostinazione e fermezza cercava in ogni modo di rendersi utile. Sempre con il sorriso. Un sorriso straordinario che resterà per sempre stampato nel cuore e nella mente di chi ha avuto la fortuna di amarla, di conoscerla e di apprezzarla. Il 15 novembre scorso, Claudia Spanu (che il 18 dicembre avrebbe compiuto 33 anni) ha perso la sua battaglia più grande: quella per la vita. E domani si parlerà ancora di lei durante una messa (ore 18, Sacra Famiglia) che sarà celebrata da don Mirco Barone. E’ il parroco a ricordare Claudia. «Era una ragazza aperta e positiva. Portava avanti la malattia con dignità e si sentiva un essere speciale e non una condannata a morte, in quanto i suoi problemi di salute avevano aperto le porte a tanti valori che ormai stanno tramontando. Sempre pronta a sostenere i più fragili, si spendeva per regalare il suo tempo soprattutto ai giovani che avevano bisogno di aiuto».
Il padre di Claudia, Nino Spano, racconta con un dolore infinito la grande forza della figlia. «Era nata con problemi ai reni - dice - ma sino al 2008 era stata bene. Poi è stata un periodo in rianimazione, ma era riuscita a riprendersi sino al 2015. La sua forza era incredibile. Nel febbraio di quest’anno il peggioramento improvviso, sino al giorno in cui è volata in cielo. In tanti l’hanno curata e assistita con professionalità, affetto e amore. Vorrei per questo ringraziare l’équipe di patologia medica delle cliniche universitarie di Sassari guidata da Giovanni Soro, gli specialisti di gastroenterologia del Brotzu di Cagliari Francesco Cabras e Teresa Zolfino e i reparti olbiesi di Medicina, guidato da Marino Achenza, e di Nefrologia, retto dal primario Gianfranco Fundoni».
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