Tentato omicidio, via ai sopralluoghi
Il nucleo investigativo dei carabinieri al lavoro nella casa in cui Costantino Ara ha sparato alla moglie Liliana Dettori
TEMPIO. I carabinieri del nucleo investigativo di Sassari, hanno dato il via ieri mattina, alla serie di sopralluoghi nell’abitazione di Piazza Serra Sirigo dove, nella mattinata del 5 dicembre, un uomo di Viddalaba, Costantino Ara, muratore in pensione di 71 anni, aveva ferito, per fortuna in maniera non grave con tre colpi di pistola, la moglie 61 enne, Liliana Dettori, casalinga che nel luglio scorso, dopo anni di umiliazioni e sofferenze indicibili dal punto di vista morale, (da lei stessa raccontati in una intervista alla Nuova dal suo letto d’ospedale), aveva deciso di lasciarlo.
Il sopralluogo è cominciato poco prima delle nove, alla presenza anche dell’avvocato Cristina Cherchi del foro di Tempio che difende Costantino Ara. L’avvocato, che per un certo tempo ha seguito con attenzione il lavori degli specialisti del nucleo investigativo, ad un tratto ha lasciato il teatro della truce scena senza rilasciare alcuna dichiarazione sulle indagini in corso e limitandosi a dire che come difensore sta raccogliendo una serie di fatti e circostanze.
I carabinieri, nella stanza d’ingresso dell’abitazione dove la donna è stata colpita, si sono soffermati a lungo eseguendo una serie rilievi fotografici anche con l’uso del Luminol. La stanza, il cui pavimento appare letteralmente coperto di sangue, è stata nuovamente chiusa e sigillata, poco dopo le 11, quando il mezzo dei carabinieri del nucleo investigativo è ripartito alla volta di Sassari. Sulle indagini bocche cucite fra i militari della compagnia di Tempio che, agli ordini del capitano Ilaria Campeggio, proseguono anche loro le indagini. Liliana Canu intanto, sabato scorso, dimessa dall’ospedale, è tornata a nella casa del figlio Massimo, (che aveva assistito alla sparatoria assieme alla moglie ed al figlioletto di nove anni), dove già si era rifugiata il primo luglio scorso quando dopo anni di insulti e pesanti offese, il marito, dopo averla colpita con uno schiaffo, aveva tentato anche di strangolarla.
«Sto meglio - dichiara la donna al telefono -. Sto cercando di ritrovare la mia serenità e di guarire. Purtroppo il colpo al ginocchio non consente ancora di reggermi sulle mie gambe ci sarà da soffrire ancora per altro tempo».
La donna ha nominato suoi difensori Giuseppe Masala e Leonarda Lepori del foro di Sassari. Sempre rinchiuso a Bancali Costantino Ara.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
