Nizzi e l’università diffusa: «Un campus nell’ex ostello»
Il sindaco di Olbia vuole riqualificare la struttura abbandonata e destinarla agli studenti Illustrato il progetto: in centro il palazzo Ovs e l’Expo. Al Porto romano l’ex Sep
OLBIA. «È la somma che fa il totale». La frase tanto cara al principe De Curtis alias Totò serve per spiegare immediatamente cosa è successo all’Ostello del gioventù di Olbia. La somma delle “distrazioni” delle amministrazioni hanno ottenuto il risultato di un bellissimo edificio abbandonato. Per fortuna che chi lo ha costruito è stato bravo. Utilizzando materiali di pregio e facendo le cose per bene. Così dopo 25 anni di abbandono non è certo un sogno la possibilità di recuperarlo e rimetterlo in funzione, ciò che Settimo Nizzi ha intenzione di fare, come illustrato ieri nel sovralluogo effettuato con la polizia locale. Sarebbe, sempre secondo Nizzi, un altro tassello da aggiungere al progetto dell’Università che lascia l’aeroporto e traloca a Olbia. Un assetto decentrato con più poli: corsi di laurea, alloggi per gli studenti, biblioteche.
Il Campus. In quyesto progetto, per la verità ancora in embrione e che necessita di parecchi fondi per poter essere sostenuto e portato a compimento, anche l’ex ostello della gioventù, nato a inizio anni 90 e poi abbandonato, farebbe la sua parte. «Intanto lo ripuliamo – dice Nizzi – . Poi vediamo quanto serve per rimetterlo in funzione: impianti elettrici, idrici, condizionamento. Qualche variazione sul tetto, visto che i vetri lo trasformano in una serra, e il gioco è fatto».
Sì, però servono i soldi. Nizzi non tentenna. «Cercheremo i soldi per poter effettuare i lavori – sottolinea il sindaco –. Intanto facciamo una valutazione. Penso che ora una cosa del genere costerebbe 4-5 milioni di euro, per aggiustarlo invece, occorrerà molto meno. Alla fine lo potremo usare per l’università. Credo che un campus qui ci starebbe molto bene».
L’Università al centro. Un ’idea che si aggiungerebbe alla recente acquisizione della ex sede dell’Ovs nel Corso. Che ha praticamente cancellato il progetto della precedente amministrazione, che voleva utilizzare la vecchia sede della Finanza, sempre in corso Umberto, per fare corpo unico con l’Expo. «Abbiamo fatto un affare – dice il sindaco –: rimettere a posto quel palazzo ci sarebbe costato più di 2 milioni di euro. Così invece abbiamo speso poco più di un milione, e per una struttura già a norma, con il pavimento pronto per l’utilizzo, come pure gli impianti. Un’operazione di acquisizione all’asta giudiziaria di Tempio che non ci siamo lasciati sfuggire».
Il centro storico. Il centro storico, dunque, si vivacizzerà con la presenza di tanti studenti. L’idea della amministrazione Giovannelli che Nizzi ha preso al volo e ora cerca di perfezionare. «Utilizzeremo insieme al palazzo dove stava l’Ovs anche l’Expo, in modo da aver molti spazi a disposizione per nostri studenti e per quelli che verranno da fuori. Il palazzo della finanza? Quello non è di nostra competenza, anzi dovranno pensare a metterlo in sicurezza e rifare la facciata perché a breve ci sarà un’ordinanza che riguarderà tutti i palazzi in quelle condizioni che ricadono nel centro storico.
Ex area Sep. L’università diffusa, che va da un lato dal Campus sulla strada di Loiri, e attraversa il centro, si prolungherà sino all’area Ex Sep, i capannoni all’insenatura del porto romano, rimessi a nuovo dall’Autorità portuale qualche anno fa. Anche di questo ha parlato Nizzi ieri. «Un accordo con l’Amp per una università del mare, un polo didattico e al tempo stesso spazio per ospitare alloggi di studenti e ricercatori». Sogni che si spera possano essere realizzati. L’augurio è che non ci si ritrovi fra 25 anni a rivivere l’incubo dell’ex ostello. Costruito e poi abbandonato a se stesso.
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