Olbia: via i dehors chiusi, sì solo agli ombrelloni
La maggioranza approva il regolamento tra le polemiche. Spariscono i gazebo coperti per i tavolini di bar e ristoranti
OLBIA. La maggioranza Nizzi smantella il regolamento dei dehors del suo predecessore. Via gli eleganti salottini esterni a bar e ristoranti in acciaio, legno e vetro. Saranno sostituiti da ombrelloni e tavolini nella speranza di una estate senza fine. Ma la rivoluzione estetica tanto cara al sindaco riesce solo a metà. L’impronta nizziana sugli spazi esterni dovrà convivere con i dehors già realizzati secondo il regolamento Giovannelli. Investimenti di migliaia di euro con soli cinque anni di vita. Scaduta la concessione dovranno essere smantellati.
Regole rigide. Decoro e sicurezza. Sono questi i pilastri del regolamento presentato in aula dal presidente della commissione Urbanistica, Bastianino Monni. Il sindaco era assente anche ieri. Nel centro storico ammessi solo tavolini e ombrelloni, che non potranno occupare uno spazio superiore alla dimensione del locale. Sì alle pedane ma solo di 5 centimetri e con pendenza costante. I bar del Corso potranno lanciare la moda del caffè in discesa. Ammessi solo ombrelloni con palo centrale o supporto laterale. Vietati quelli con le scritte pubblicitarie. No agli arredi in plastica, ai cartelloni e ai cavalletti di supporto ai porta-menù. Nelle vie ad alto traffico come via Barcellona, via Mameli o viale Aldo Moro i gazebo dovranno essere smontati e sostituiti, solo per la metà del marciapiede, con i tavolini. Che saranno vietati dalla parte opposta alla strada in cui si trova l’attività commerciale. Per fare un esempio i locali di via Regina Elena dovranno dimenticarsi i dehors in Piazza Crispi. Per mettersi in regola c’è tempo fino al 30 aprile. Poi scatteranno controlli e sanzioni.
Decoro e sicurezza. Il presidente Monni, Fi, spiega la filosofia nizziana dei dehors. «Abbiamo optato per strutture architettonicamente più leggere – spiega –. Puntiamo su decoro e sicurezza. Bisogna portare ordine in città. Ci sono molte strutture nelle immediate vicinanze degli incroci. Strade come via Barcellona o viale Aldo Moro, hanno una percentuali di incidenti molto elevate. Ci sono anche concessioni con il marciapiede chiuso. Nel portare modifiche salienti al regolamento ci siamo confrontati più volte con gli esercenti. Nel caso di piazza Crispi non ci sono le condizioni di sicurezza».
Morte lenta. Le tre minoranze danno battaglia sul regolamento. La Coalizione civica propone alla maggioranza il ritiro, poi tenta di “salvare” almeno i commercianti che hanno già installato i gazebo chiusi, ma che potranno tenerli solo per cinque anni. «Molti concittadini che si sono affidati alla pubblica amministrazione applicando il vecchio regolamento hanno realizzato dehors da decine di migliaia di euro – dice il consigliere Rino Piccinnu –. Costi che non si ammortizzano in 5 anni. Prolunghiamo almeno a 10 anni la concessione». Emendamento bocciato dalla maggioranza.
«Queste attività vivono serene per cinque anni – commenta il presidente del Consiglio Giampiero Mura –. Tra cinque anni il Consiglio comunale prenderà in carico altre modifiche». Duro Carlo Careddu, padre del regolamento dei dehors. «Oggi motivate questo provvedimento con argomenti fuori luogo – commenta –. Il nostro piano era valido e in regola, dal punto di vista tecnico e anche della sicurezza. Pensiamo per un attimo al centro storico. State condannando molti esercizi alla morte. Mi auguro che torniate sui vostri passi». Ci va giù duro anche Davide Bacciu. «Sentire la categoria non è chiamare a una riunione alcuni esercenti e altri no. Dove è finita la Consulta che dovevate attivare il giorno dopo la vittoria delle elezioni?. Non è nemmeno nella vostra natura entrare così pesantemente nella vita dei commercianti. Dovete dare a tutti la possibilità di lavorare anche d’inverno, altrimenti in tanti chiuderanno».
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