Zanchetta: una guida regionale per il Parco
La Maddalena, l’esponente Upc sollecita la giunta Pigliaru a occuparsi della gestione dell’ente
LA MADDALENA. Dopo il periodo di commissariamento servirà una guida regionale anziché una gestione ministeriale per il Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena. È la proposta del consigliere regionale Pierfranco Zanchetta dell’Upc. Ai primi di dicembre l’ente è stato commissariato, il ministero dell’Ambiente ha affidato la gestione a Leonardo Deri, comandante della Capitaneria di porto della Maddalena. È stato l’epilogo della tormentata gestione di Giuseppe Bonanno alla guida del Parco, caratterizzata da una guerra interna tra l’ex presidente e l’ex maggioranza del consiglio direttivo. «Anche alla luce dei disastrosi risultati di questi ultimi anni – scrive Zanchetta in una nota indirizzata al presidente Pigliaru e all’assessore regionale all’Ambiente Spano -, il Parco a guida regionale assumerebbe una connotazione più vicina alla gente. Il commissariamento, arrivato fuori tempo massimo rispetto alla necessità di ricomporre il degrado amministrativo e istituzionale accumulato in anni di inadeguata gestione, rappresenta comunque un punto di partenza per ricostruire un percorso nuovo e una governance adeguata». Zanchetta sottolinea che il territorio del Parco è costituito all’interno di un solo comune. «Un elemento chiave – spiega –, sul quale aprire un confronto con Stato e ministero per il superamento dei limiti delle attuali normative e consegnare la responsabilità della governance al soggetto più titolato a rappresentare la comunità del Parco: Regione, Provincia e Comune. La scelta permetterebbe di evitare nomine ministeriali di vertice inadeguate e consigli direttivi pletorici». Per il consigliere regionale occorre un’azione tesa alla valorizzazione del patrimonio ambientale dell’arcipelago e alla costruzione di un serio modello di sviluppo sostenibile, che dovrà essere accompagnata dalla condivisione e il coinvolgimento dei cittadini e del tessuto sociale e produttivo. «A vent’anni dalla sua istituzione – aggiunge – eccezion fatta per la fase di avvio, la cittadinanza non ripone nel Parco alcuna fiducia, riconosce nella sua presenza solo l’appesantimento di vincoli e la contrapposizione conflittuale col Comune. Il commissario dunque dovrà innanzitutto ridare una dignità istituzionale all’Ente, riorganizzare il personale, predisporre regolamenti per la prossima stagione estiva. Ma questo incarico dovrà durare al massimo sei mesi. Nel frattempo – conclude – la Regione dovrà trovare non solo una figura autorevole per la presidenza, condivisa col Comune maddalenino, ma avocare a se il ruolo di governo dell’area naturale protetta». (w.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
