Sanità, nel libro nero anche la stroke unit
Solo tre centri nell’isola e Olbia resta al palo. I Riformatori: eppure l’ictus è la terza causa di morte
OLBIA. C’è anche il caso della “stroke unit” di Olbia nel calderone della sanità in crisi. Lo sostiene lo stato maggiore dei Riformatori (il coordinamento regionale, quello provinciale e quello cittadino) che questa mattina annuncia una iniziativa all’Hotel Moderno per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione di emergenza che potrebbe costare la vita a tante persone.
«In Italia sono circa duecentomila all'anno i casi di ictus che necessitano interventi tempestivi di trattamento – premette Giovanni Pileri de Riformatori Gallura – si tratta della terza causa di morte dopo le patologie cardiovascolari e tumori. Lo stroke è tra l'altro la causa più frequente di disabilità permanente negli adulti». «In Sardegna – aggiunge – le statistiche parlano di circa 4000 casi all’anno. Arrivare subito in ospedale o meglio in un centro attrezzato risulta indispensabile ma soprattutto deve essere considerato un diritto del cittadino. In Sardegna sono presenti tre centri “stroke unit” a Cagliari, Sassari e Nuoro, mentre Olbia non è dotata di tale importante struttura che pure potrebbe salvare molte vite umane. Noi riteniamo che sia necessario sensibilizzare e incalzare la Regione per attivare immediatamente tale centro anche nell'ospedale Giovanni Paolo II dove viene prestato il primo soccors. Siamo anche convinti della necessità di una importante campagna di sensibilizzazione e informazione sull'argomento».(red.ol.)
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