Olbia, Pippobello: «Spostare l'Università è un grande errore»
L’amministratore di Geasar contro il trasferimento in centro: «All’aeroporto ci sono opportunità uniche per gli studenti»
OLBIA. «L’ultima assunzione l’ho fatta poche ore fa: dall’università direttamente in Geasar» dice Silvio Pippobello nel pomeriggio del 22 dicembre. «È la quindicesima assunzione dal 2004, anno in cui l’università del Turismo è arrivata a Olbia, qui in aeroporto» continua l’amministratore delegato della società dell’Aga Khan che gestisce lo scalo “Costa Smeralda”.Pippobello interviene così - «dati alla mano, senza voler far polemica» - nel dibattito che anima la città, o la parte di città che si occupa di economia e cultura, sullo spostamento dall’università dall’aeroporto al centro cittadino. L’Aspo, la municipalizzata del Comune, ha preso all’asta un immobile in corso Umberto in cui, in passato c’erano la Standa e l’Oviesse, e lì fra due anni metterà la facoltà di management del turismo.
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«Lo spostamento, secondo noi, non è nell’interesse della comunità di Olbia, né dell’università e degli studenti, né dell’aeroporto - ragiona Pippobello -. A chi fa gioco? A nostro modo di vedere, c’è stata una valutazione sbagliata. A cominciare dai costi: le cifre fornite sono quelle che qualcuno ha in testa, ma non sono quelle reali». Contratto alla mano, Pippobello illustra quali sono gli accordi economici fra Geasar, Comune e Università. «Allora, il Comune paga, d’affitto, 172 mila euro all’anno per 1300 metri quadri - dice l’ad della società aeroportuale -. Ma noi, come Geasar, sosteniamo i costi per la tenuta della segreteria: ammontano a 142 mila euro all’anno. In più, paghiamo 36 mila per le pulizie e altri 70 mila euro per gli altri servizi. Quindi, andiamo in perdita di 76 mila euro all’anno».
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Domanda semplice semplice: ma allora perché Geasar si vuole tenere stretta l’università? «Per noi è un investimento - dice Pippobello -. Per tante ragioni. In bassa stagione, con gli studenti, l’aeroporto è sempre frequentato: un bel valore. C’è una sinergia forte con l’università, particolare che apre molti scenari. Soprattutto, è una questione di immagine. Per quello che ci è dato sapere, Olbia è unica nel mondo: nessun aeroporto ha un’università al suo interno. Questo fatto colpisce molto, in positivo, le delegazioni di tutto il mondo. E non è un vantaggio solo dell’aeroporto, lo è di tutta Olbia: perché l’aeroporto è Olbia». Ma Pippobello pensa anche ai vantaggi che hanno l’università e gli studenti. «Stare in aeroporto aiuta molto, tutti. Prendiamo gli studenti. Da noi, possono studiare fino a tardi; la biblioteca resta aperta a lungo, di sera: in centro, non potrebbe essere così. Per uno studente, stare in aeroporto vuol dire essere a contatto con il mondo del lavoro: lo vede, lo sente, capisce subito che cosa sta studiando. In più, ha grandi chance: Geasar, che ha come mission la collaborazione con il territorio, ha assunto a tempo indeterminato ben qui ndici studenti dal 2004 a oggi; un’ottantina quelli che hanno collaborato o collaborano». E dunque, che succederà? Geasar non sembra rassegnata a perdere l’università. Silvio Pippobello ieri ha incontrato il sindaco Settimo Nizzi, che vuole lo spostamento in centro. La posizione dell’amministratore delegato, il giorno prima, era questa: «Ci sono altre strade oltre quella immaginata dall’Aspo? Vogliamo perdere questo plus rappresentato dall’aeroporto? Vogliamo rischiare di perdere qualcosa che funziona per qualcosa di aleatorio? Vediamo. Io sono convinto che bisogna intrecciare, non tagliare». (red.ol)
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