Si è costituito l’automobilista “pirata”
L’investitore del pensionato è un idraulico di 32 anni. Viaggiava senza assicurazione, ora è agli arresti domiciliari
OLBIA. Ha atteso venti ore poi, travolto dai sensi di colpa e sentendo sul collo il fiato degli investigatori, ha deciso di costituirsi ai carabinieri, accompagnato dai suoi legali. Il giallo dell’investitore pirata che alle sette e trenta di avantieri ha travolto e ucciso, all’angolo di via Imperia, il pensionato Antonangelo Muntoni di 83 anni si è risolto nel primo pomeriggio di ieri, quando Alessandro Barone, un idraulico di 32 anni, ha suonato al cancello dei carabinieri di viale degli Astronauti affermando d’essere il pirata della strada che si era dileguato, senza fermarsi, dopo il mortale investimento del pensionato olbiese. L’operaio, che era alla guida di una vecchia utilitaria Fiat sprovvista di copertura assicurativa, ha quindi spiegato ai militari, alla presenza dei suoi legali – gli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu – cosa ha fatto dopo il terrificante incidente e le motivazioni per le quali, spaventato per l’accaduto, si è dato alla fuga.
Dopo il primo interrogatorio da parte degli investigatori l’idraulico, nel pomeriggio di ieri, è stato dichiarato in stato di fermo di polizia giudiziaria per omicidio stradale (589 bis del codice penale) che contempla l’omicidio colposo, la omissione di soccorso e la fuga dal luogo dell’incidente, ipotesi di reato il cui cumulo di pene per tali delitti sono state aggravate dalla nuova norma penale.
Il pm di turno Roberta Guido, dopo le contestazioni di rito, ha disposto il trasferimento dell’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip del tribunale di Tempio. Nel frattempo la salma dello sfortunato pensionato è stata restituita alla famiglia per i funerali.
Le indagini dei carabinieri, avviate immediatamente dopo l’incidente, quando ancora i medici del 118 cercavano di rianimare l’anziano pensionato, sbalzato a una ventina di metri di distanza dal punto d’urto, si erano subito indirizzate ad identificare l’auto e il pirata della strada che la guidava, partendo delle testimonianze di quanti avevano assistito all’indicente e dai filmati delle diverse telecamere posizionate nell’area del sinistro. I carabinieri, dopo aver visionato i filmati di diversi esercizi commerciali, avevano individuato l’auto, una utilitaria Fiat Punto di colore chiaro, e rilevato alcune lettere della targa. La fattiva collaborazione di tanti cittadini (che dimostra l’alto senso civico raggiunto in città) i quali avevano raccontato ai militari i particolari di quel drammatico incidente, hanno quindi completato il quadro. Le autocarrozzerie di tutta la città e dei paesi limitrofi erano state visitate dai militari alla ricerca dell’auto investitrice, che doveva aver riportato seri danni alla carrozzeria visto l’impatto violento con il pensionato scaraventato sull’asfalto a decine di metri di distanza. Nel pomeriggio di ieri la costituzione ai carabinieri del pirata della strada ha fatto cessare ogni ricerca, ma per gli investigatori la fase investigativa non si è ancora esaurita. C’è da accertare la velocità, probabilmente elevata dell’auto al momento dello scontro, come lascerebbero supporre le tracce di una lunga frenata evidenti syll’asfalto. Gli accertamenti infatti proseguono e ora si concentreranno sull’auto, sotto sequestro, per verificare se fosse in regola per quanto concerne efficienza e sicurezza. Assodata, invece, la mancanza di copertura assicurativa sul veicolo dell’investitore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
