La Nuova Sardegna

Olbia

Prima il furto, poi la beffa l’odissea di una derubata

di Angelo Mavuli
Prima il furto, poi la beffa l’odissea di una derubata

Lo sfogo di una ex insegnante alla quale hanno rubato il borsellino al mercato «Mi sono rivolta a vigili urbani e polizia, ma non hanno accettato la denuncia»

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TEMPIO. Una insegnante in pensione per una settimana si è trovata al centro di una vicenda kafkiana che, come tale, l’ha precipitata in uno stato di profondo disagio, facendole trascorrere le festività natalizie inmodo angoscioso.

Vittima prima di un furto con destrezza, e successivamente della burocrazia che l’ha sballottata in una realtà a lei ignota. « La vicenda - racconta la donna, molto conosciuta in città avendo insegnato per tantissimi anni lingua francese in un istituto di Tempio -, ha avuto inizio martedì 20 dicembre quando, come faccio sempre, mi sono recata in Piazza XXV aprile al mercato della frutta e verdura. A un tratto, dopo aver fatto degli acquisti, al momento in cui sono andata a pagare mi sono accorta che qualcuno o qualcuna, con destrezza, mi aveva portato via dalla tasca destra il borsello. A questo punto - prosegue la signora ancora incredula per quanto le è successivamente accaduto -, mi sono rivolta a due vigilesse della polizia locale raccontando l’episodio e chiedendo di poter denunciare il fatto. Apparentemente dispiaciute, le due tutrici della sicurezza pubblica cittadina mi hanno candidamente risposto di non essere in grado di accettare la denuncia in quanto erano sole in servizio e non potevano prestarmi attenzione». Scontato il commento della donna. «Che servizio è se nel momento di un evento spiacevole il “servizio” viene a mancare?» Il consiglio delle due vigilezze, è stato comunque di recarsi al vicino Commissariato.

«Anche qui - prosegue la professoressa che vive assieme ad un’altra sorella, anche lei insegnate in pensione -, mi attendeva un’ amara sorpresa. L’agente infatti mi ha fatto sapere di non poter accettare la denuncia di furto, asserendo di non essere autorizzato a farlo. Mi ha detto, invece, di essere autorizzato a ricevere una denuncia per smarrimento. Poiché io non lo avevo smarrito ma mi era stato rubato, ho insistito per fare la denuncia di furto. La risposta? Per la denuncia di furto dovevo rivolgermi ai carabinieri». Cosa che la donna ha fatto, non prima però di avere informato il direttore della sua banca per bloccare la carta di credito.

«Ieri - dice ancora la donna, dopo la denuncia ai carabinieri che, comprensibilmente, non hanno fatto commenti -, alla mie lamentele per la scarsa attenzione da parte di altri tutori della sicurezza pubblica, mi è stata data una nuova carta di credito».

Ora però dalla donna arriva anche una richiesta, a chi di dovere: «Perché la città sia vigilata con più attenzione e professionalità e perché finalmente si installino le promesse telecamere di sorveglianza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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