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Olbia

Picchia madre e nipote, l’aggressore è di Luras

Picchia madre e nipote, l’aggressore è di Luras

L’uomo, che aveva bevuto, è stato catturato nella sua casa dai carabinieri Il giudice convalida l’arresto e ordina il divieto di avvicinamento alle vittime

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LURAS. I carabinieri della stazione di Luras hanno tratto in arresto, nella notte fra lunedì e martedì P.A., 44 anni, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Ieri mattina l’arresto è stato convalidato dal tribunale di Tempio e a conclusione dell’udienza il giudice ha stabilito per l’aggressore il divieto di avvicinamento alle persone offese. Nello stesso tempo non potrà recarsi nei luoghi da loro frequentati.

Calci e pugni. «Il fatto - come scrivono in un comunicato dal Comando provinciale dei carabinieri - si era verificato nella serata di lunedì nell’abitato di Luras, quando l’aggressore, già noto alle forze dell’ordine, in evidente stato di ubriachezza, è entrato nell’abitazione dove in quel momento si trovavano la madre, di 73 anni, e una sua nipote di 27». L’uomo, in preda ai fumi dell’alcol, stando al rapporto dei militari, senza ragione avrebbe cominciato prima ad inveire verbalmente contro la madre e dopo le rimostranze della nipote intervenuta a difendere la nonna, avrebbe iniziato a colpire entrambe brutalmente con calci e pugni, lasciandole malconce e doloranti.

Barricato in casa. Sul posto, sono intervenuti immediatamente i carabinieri della locale stazione che, dopo brevi ricerche, hanno trovato l’uomo barricato nella sua abitazione. Arrestato non senza difficoltà, P.A. è stato condotto in caserma. Ieri mattina l’udienza di convalida a Tempio.

Pronto soccorso. Le due donne, invece, soccorse e trasportate al pronto soccorso del Paolo Dettori, sono state medicate per numerose contusioni e traumi in diverse parti del corpo.

I social. La notizia, che in un baleno ha fatto il giro del paese e successivamente è diventata di pubblico dominio sui social, è stata commentata duramente da tutti e in molti casi anche con preoccupazione.

Ennesimo episodio. Si tratta dell’ennesimo atto violenza in famiglia contro le donne. C’è chi sollecita ulteriori incontri educativi e dibattiti, piuttosto che limitarsi a commentare gli episodi nell’imminenza del fatto, per poi cancellarli come se nulla fosse.

Il precedente. Soltanto alcune settimane fa in una via di Tempio un uomo di 71 anni, Costantino Ara, di Valledoria, aveva esploso tre colpi di pistola contro la moglie, colpevole solo di averlo lasciato. Qualche giorno dopo l’attentato la donna, Liliana Dettori, 61 anni, dal suo letto d’ospedale, propria alla Nuova aveva raccontato la sua storia di sofferenza, fatta di insulti, maltrattamenti e umiliazioni da parte del marito e culminati con un tentativo di strangolamento scongiurato dal nipote di nove anni. (a.m.)

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