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Fa freddo, il dormitorio di via Canova è gratis per i senzatetto

Fa freddo, il dormitorio di via Canova è gratis per i senzatetto

OLBIA. Le temperature sono vicinissime allo zero. La notte si ghiaccia e il pensiero di Libere energie va a chi non ha un posto caldo in cui dormire. Così l’associazione che da anni si occupa di...

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OLBIA. Le temperature sono vicinissime allo zero. La notte si ghiaccia e il pensiero di Libere energie va a chi non ha un posto caldo in cui dormire. Così l’associazione che da anni si occupa di aiutare i senzatetto della città lancia la sua proposta al Comune. «Per l’ accesso al dormitorio si paga 3 euro, ma in questi giorni di grande freddo si potrebbe far entrare gratis i senzatetto» afferma Ginetto Mattana, presidente e fondatore della onlus. Il dormitorio di via Canova, una struttura comunale gestita dalla Caritas, può ospitare un massimo 30 di persone. Al momento, però, a passare la notte al suo interno sono circa in 12. «Invece per strada ci sono altre 15 persone - continua Ginetto Mattana -. Spesso i 3 euro di ingresso rappresentano un ostacolo per chi non ha davvero nulla. Quindi, almeno per i giorni di freddo, si potrebbe fare un’eccezione. A livello nazionale sono 7 i senzatetto morti a causa del freddo. Le temperature di Olbia sono più calde rispetto a quelle di tante altre città, ma non bisogna sottovalutare il rischio». Gli uomini che passano la notte all'aperto sono italiani, nordafricani e romeni. Dormono dentro auto sgangherate, nelle stanze di case e edifici occupati, altri ancora sotto un ponte. Libere energie in questi giorni sta distribuendo sacchi a pelo e coperte. «Li conosciamo, sappiamo dove si trovano e cerchiamo di aiutarli come possiamo» spiega il presidente dell’associazione di volontariato. Ma in città, da qualche mese, ci sono anche dei nuovi senzatetto. Sono i profughi, molto più difficili da avvicinare e aiutare. Anche loro vivono negli angoli bui e nascosti di Olbia. Sono giovani scappati dai centri di accoglienza. Il loro sogno è quello di imbarcarsi per lasciare la Sardegna e raggiungere altre zone d'Europa. (d.b.)

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