Impennata di nascite, è quasi quota 1000
Al Giovanni Paolo II i parti sono saliti a 977 contro i 915 del 2015. In tutta la Gallura leggera flessione: circa l’1 per cento
OLBIA. In molti paesi della Gallura, soprattutto quella più interna, gli abitanti continuano a diminuire. E le amministrazioni comunali studiano strategie per rallentare lo spopolamento. Olbia, invece, continua a crescere: se da una parte aumenta il numero degli immigrati, dall’altra si registra un’impennata dei nuovi nati. Nel 2016 sono stati ben 977 (contro i 915 dell’anno precedente): un numero ormai vicinissimo ai 1000 parti, quelli che servono per poter avere l’unità di terapia intensiva neonatale. Ma è anche un numero che sarebbe stato abbondantemente superato se circa 100 che hanno rischiato di partorire prima della trentaquattresima settimana, non fossero state indirizzate da Olbia verso il Centro di secondo livello delle Cliniche Universitarie di Sassari.
Complessivamente, in Gallura, nel 2016 sono nati 1.228 bambini, con una piccola contrazione di poco superiore all'1% delle nascite rispetto al 2015 (quando erano 1241).
La Maddalena. 35 i nati al Paolo Merlo nel 2016. A cui si aggiungono una decina di donne che sono state trasferite in strutture dotate di terapia intensiva neonatale. Ma c’è un altro elemento, da sottolineare. Dallo scorso settembre, l'attività di degenza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia è stata sospesa e le donne vengono trasferite a Olbia. C’è però un "Presidio di emergenza", che prevede la presenza, in turno attivo o reperibile (H24) di due ginecologi, un pediatra, un anestesista, due ostetriche, volto a garantire la presa in carico dei parti precipitosi o delle urgenze che necessitano di un intervento chirurgico immediato. L'ultimo parto del 2016 è stato registrato il 9 dicembre.
Olbia. L’incremento delle nascite, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Giovanni Paolo II guidato da Antonio Rubattu, è pari al 6,5%. 977 nuovi nati, come detto, contro i 915 del 2015. Tra le partorienti registrate a Olbia nel 2016, 23 sono residenti alla Maddalena.
Tempio. Le nascite sono calate, al Paolo Dettori. Dalle 261 del 2015 si è scesi alle 216 dell’anno appena trascorso.
Stranieri. Le mamme straniere che hanno partorito negli ospedali della Asl gallurese sono state 239 (il 19%): 7 alla Maddalena (soprattutto romene: 4) 16 a Tempio (anche qui in prevalenza romene). L’ospedale più multietnico continua a essere quello di Olbia. Nel reparto materno-infantile il 22% del totale delle partorienti non è italiano e le mamme provengono da 42 paesi diversi. Il numero maggiore di neo mamme proviene dalla Romania con 81 parti; seguita da Marocco con 15 nati; Senegal, Polonia, Svizzera (8).
Età media. Le mamme che hanno partorito al "Paolo Merlo" della Maddalena hanno mediamente 29 anni. Il 74% delle donne che si è rivolta alla struttura di Olbia per mettere al mondo il proprio figlio ha meno di 35 anni; le altre sono tutte over 35, con una rilevante quota di ultra quarantenni che di frequente ricorrono alla procreazione medicalizzata assistita e che si conclude spesso con parti gemellari. Le più giovani partorienti si registrano a Tempio: età media 27 anni.
I tagli cesare: a Olbia, su 977 parti, sono stati eseguiti 366 cesarei (37,5%); a Tempio su 216 parti, 96 cesarei.
Parto indolore. Dal 2014 a Olbia è possibile accedere al percorso "Partoanalgesia". Nel 2016, 368 donne in dolce attesa hanno partecipato alla conferenza informativa e completato il percorso di accesso, ma solo 98 hanno poi deciso di effettuarla. Le altre hanno scelto di usufruire delle tecniche non farmacologiche di attenuazione del dolore da parto praticate dalle ostetriche. (s.p.)
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