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Olbia

Le palazzine popolari sempre nel degrado

Le palazzine popolari sempre nel degrado

La nuova protesta degli abitanti di via Istria: «Abbandonati dall’Area e adesso anche dal Comune»

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TEMPIO. Con una civilissima ma altrettanto durissima lettera, gli abitanti delle due palazzine di Via Istria, protestano per l’ennesima volta contro Comune ed Area ( ex Iacp), per il degrado e l’abbandono in cui i due immobili,(12 abitazioni in totale), sono state lasciate decadere.

Bilanci e soldi. «Con attenzione, curiosità ed anche invidia - scrivono gli autori della lamentela - abbiamo letto di bilanci e soldi impiegati per il decoro della città, di chilometri di strade asfaltate e di 300 nuovi punti lucei. Abbiamo appreso di scuole rifatte, restaurate e dotate dei più moderni impianti di riscaldamento. Abbiamo letto di somme importanti destinate alle classi più bisognose, ai poveri, ai disagiati e alle famiglie in difficoltà. E poi da una diatriba natalizia, fra il sindaco Biancareddu e il consigliere Antonio Balata, abbiamo appreso di migliaia di euro spesi per l’antiusura ,per le case di prima accoglienza, per il supporto della genitorialità, per gli handicappati, per rotatorie, per convegni stratosferici, per feste paesane e carnevali. Abbiamo saputo di palazzine popolari restaurate recentemente in Viale Italia Unita ed in Via Firenze».

Cittadini di serie B. «Di noi, abitanti delle palazzine popolari di Via Istria, cittadini di serie B, non abbiamo letto un rigo. Eppure è da anni che denunciamo lo stato di abbandono e di degrado in cui si lasciano 12 famiglie. Totalmente abbandonate in appartamenti fatiscenti - si legge ancora nella lettera - che cerchiamo di tenere puliti, arredati e corredati».

Disastro. Un racconto amaro quello degli abitanti delle palazzine di via Istria che, dopo alcuni interventi di poco conto effettuati 25/30 anni fa, oggi, appaiono in uno stato disastroso e per certi versi, (dicono i 65 inquilini), persino inagibili. A cominciare dal tetto pericoloso e dai terrazzini ormai inagibili, per passare poi alle mura scrostate, “che non ci proteggono dal vento, dal freddo o dal caldo, scrivono” o ai montanti di porte e finestre mancanti in alcuni tratti.

L’appello. «Abbiamo chiesto all’amministrazione più volte di dare forza alla nostra voce. Inizialmente ci avete ascoltato e avete anche promesso di intervenire. Ma non avete fatto nulla e con il passare del tempo siete arrivati ad ignorarci. Esattamente come fa l’Area. Così come voi, anche noi periodicamente, d’ora in avanti, daremo contezza alla città di quanto farete nei nostri confronti».(a.m.)

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