«L’allarme in paese fu lanciato»
Al processo sull’alluvione la deposizione del responsabile di Arzachena della protezione civile
TEMPIO. Nessuno, tranne la imprenditrice di Biella Nicolina Brunetta Poggianti, 70 anni, era a conoscenza che lo scantinato della villetta di Lu Mulinu ospitava, a titolo gratuito, i quattro componenti della famiglia di Isael Passoni. Tutti morti nello straripamento del Rio San Giovanni, il 18 novembre del 2013, quando sulla Gallura imperversava il ciclone Cleopatra. Lo ha riferito ieri al tribunale il responsabile del servizio di soccorso idrologico della protezione civile di Arzachena Antonello Azara che, con la sua commossa testimonianza, ha ricostruito quelle drammatiche ore in cui il territorio di Arzachena venne travolto dall’alluvione. Il teste, chiamato a discolpa dell’ex sindaco Alberto Ragnedda dai legali dell’ex primo cittadino, i penalisti Gerolamo e Filippo Orecchioni, ha ricordato come «lo stato di allerta era scattato, ad Arzachena, sin dalla domenica pomeriggio, quando la pioggia incessante aveva allagato le campagne. Alle undici del mattino del 18 novembre, un lunedì, nel corso di una riunione operativa in Comune venne predisposto dal sindaco Alberto Ragnedda il piano di intervento sul territorio in collaborazione con le strutture comunali e i vigili urbani».Vennero allertate le famiglie che abitavano nelle zone a rischio, quelle che avevano casa nei pressi di Lu Mulinu, dove scorre il rio San Giovanni, già grosso sin dalle due del pomeriggio, quando una squadra di volontari venne mandata a dar man forte a Olbia, dove l’emergenza era già al livello rosso. Poco dopo le tre del pomeriggio, mentre le squadre si preparavano per l’ennesimo giro di controllo, il fiume tracimò, allagando la parte bassa di Arzachena, tagliando in due viale costa Smeralda e travolgendo diversi automobilisti. Le squadre uscirono dalla sede senza indossare le tute di servizio, tanto fu rapida l’emergenza. «Ritrovammo soltanto a notte inoltrata, con i vigili del fuoco, i corpi dei quattro italo brasiliani», ha ricordato con il groppo in gola Antonello Azara. Gli avvisi agli abitanti delle zone a rischio sono stati confermati da Flippo C., e Debora P. che abitano a Lu Mulinu, Pasqualino M., che risiede nelle campagne di “ Quidacciolu”. Sulla presenza dei soccorsi sulle strade hanno deposto due automobilisti, Flavio S. di Sant’Antonio e Masino O. di Luogosanto, fermati ai posti di blocco posti sulle provinciali per l’altra Gallura. (g.p.c.)
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