Filigheddu: niente accordi segreti
Arzachena, l’ex sindaco smentisce le voci di alleanza in favore del figlio con il dimissionario Ragnedda
ARZACHENA. L'ex sindaco Piero Filigheddu conferma che il colloquio avuto con l'ex primo cittadino Alberto Ragnedda non ha nulla a che vedere con le alleanze che si stanno stringendo in questi giorni in vista delle elezioni di primavera. «Non sono impegnato in politica – dichiara –. Non ho più trent'anni. È stato un incontro cordiale, come tutti gli altri che in diverse occasioni ci hanno visti seduti attorno allo stesso tavolo di Palazzo Ruzittu. Come quella in cui abbiamo salutato, assieme agli altri ex sindaci, don Francesco Cossu, il parroco storico di Arzachena».
Ad alimentare le voci su possibili alleanze era stato anche il concomitante ingresso in campo di Gianni Filigheddu, coordinatore del movimento civico “Progetto Arzachena 2017”. «Mio figlio eredita le linee guida della mia ventennale vita amministrativa – afferma Piero Filigheddu, quattro volte sindaco –. La nostra famiglia è unita, c'è massimo rispetto nelle scelte. In questi ultimi mesi – chiarisce – ho incontrato e incontro molti cittadini. Mi chiedono pareri sulla situazione amministrativa e politica di Arzachena, fra questi ci sono anche molti esponenti di minoranza e maggioranza. A tutti ripeto che per prima cosa bisogna riportare serenità in città. E di impegnarsi affinché Arzachena possa ancora migliorare, sul fronte dei servizi, della cultura e dell'occupazione». Poi sgombra il campo da eventuali dubbi. «Non ho alcun accordo segreto. Non ho mai rifiutato un incontro neanche a chi mi ha creato qualche dispiacere – sottolinea Piero Filigheddu –. La scuola politica da cui provengo imponeva massimo rispetto per le idee e i comportamenti degli altri. Fare politica significava e significa mettere al centro i problemi dei cittadini e impegnarsi a risolverli senza rinunciare ai propri orientamenti politici».
L'ex sindaco ha sempre avuto un'anima democristiana. Filigheddu e Ragnedda sono due ex sindaci accomunati dalla fine anticipata della loro legislatura. «Anch’io mi ero dimesso nel 2011 – commenta Filigheddu –, ma con due anni di anticipo, non avevo più i numeri per governare. Solo che la maggioranza respinse le mie dimissioni, due mesi dopo mi sfiduciò. Per la vita amministrativa di un Comune le dimissioni di un sindaco sono sempre un dramma. Non sono in grado di giudicare la scelta di Alberto Ragnedda: è personale, difficile esprimere un giudizio dall'esterno».
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