Nella maxi indagine anche Carraro e i manager arabi
Al fisco non dovrà più nulla, ma per Tom Barrack e il suo fondo Colony Capital resta ancora in sospeso qualche conto con la giustizia italiana. Nel “corpus” delle inchieste aperte dalla Procura di...
Al fisco non dovrà più nulla, ma per Tom Barrack e il suo fondo Colony Capital resta ancora in sospeso qualche conto con la giustizia italiana. Nel “corpus” delle inchieste aperte dalla Procura di Tempio sul fronte della Costa Smeralda, infatti, il finanziere americano amico di Donald Trump figura al primo posto. Il ramo d’inchiesta è quello della presunta evasione fiscale nella vendita di terreni, ville e hotel di Porto Cervo agli arabi del Qatar. In realtà, i tanti filoni d’indagine sulla Costa Smeralda, da qualche mese sono accorpati in un’unica maxi inchiesta con 33 indagati (23 persone fisiche e 10 società) di tutti i procedimenti aperti, in corso o conclusi che riguardano il regno delle vacaze a 5 stelle. Dentro c’è tutto: l’evasione fiscale, ma anche la corruzione e gli abusi edilizi. Nell'elenco degli indagati figurano appunto il finanziere americano Tom Barrack, il senatore di Forza Italia Franco Carraro, Mariano Pasqualone, ex amministratore delegato di Sardegna Resorts, il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico l'ex dirigente del settore tecnico-urbanistico del comune di Arzachena Antonello Matiz. A questi si aggiunge una lunga serie di top manager internazionali, a cominciare proprio da quelli che lavorano per il Qatar. Un esercito di avvocati è già da tempo a lavoro per smontare il castello di accuse costruito dalla Procura di Tempio.
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