Zona industriale, è svolta La gestione va al Comune
Biancareddu prima approva la delibera, poi fa l’annuncio definito «storico» «Tre dipendenti a noi, tre all’Unione: non sarà facile, ma la rilanceremo»
TEMPIO. Da lunedì prossimo la zona industriale di interesse regionale, più semplicemente denominata Zir, passa nel patrimonio del comune di Tempio. Dei sei dipendenti, tre vengono assorbiti dall’Unione dei Comuni alta Gallura e tre entreranno a far parte dell’organico comunale. Per due anni i loro stipendi verranno erogati dalla Regione, dopo di che saranno a tutti gli effetti a carico del Comune.
Conferenza stampa. Ad annunciarlo, ieri mattina nel corso di una lunga conferenza stampa, svoltasi subito dopo l’assunzione della relativa delibera, la n. 1 del 2017, è stato il sindaco Andrea Biancareddu con i suoi assessori. «Per la nostra città è una giornata storica - ha detto il sindaco -. La Zir, infatti, dal patrimonio della Regione, dopo lunghe trattative, entra in quello del Comune. In tal senso, come primo atto deliberativo assunto con l’accordo delle parti, abbiamo deliberato che tre dipendenti vengano assorbiti nel nostro organico e gli altri tre nell’organico dell’Unione dei Comuni alta Gallura». Al comune verranno anche corrisposti, subito dopo la liquidazione, circa 200 mila euro derivanti dall’economia gestionale che verranno impiegati nella Zir.
Cura e rilancio. «Ora - ha detto Biancareddu - si tratta di reperire idee e risorse fino a renderla fruibile e appetibile e magari anche concorrenziale rispetto ad altre zone industriali. Sicuramente abbiamo in mano una patata bollente che doverosamente, per i dipendenti, per gli imprenditori, per l’intera città e per il territorio di pertinenza, non potevamo rifiutare di prendere. Saper amministrare significa anche prendersi responsabilità pesantissime come questa».
Paolo Dettori. La Zir tempiese era nata nel 1967 da una intuizione di Paolo Dettori, padre dell’autonomia sarda, mente eccelsa, ideatore della “Città Gallura”, mai celebrato a dovere neanche nella sua città. Il 19 luglio di quell’anno, con il decreto n. 222 emesso dalla giunta regionale, venne istituita e riconosciuta ufficialmente.
Renato Soru. Nel 2008 con la legge finanziaria del governatore Renato Soru, la Zir fu soppressa e affidata ad un commissario che constando esattamente quanto costava il soppresso Consiglio di amministrazione (circa 50 mila euro l’anno), tentava la sua liquidazione. Il decreto di soppressione però, incredibilmente monco di alcuni strumenti giuridici, non indicava né la sorte della Zir come figura giuridica né la sorte dei dipendenti lasciati diverse volte senza stipendio.
Nuova storia. Ora comincia una nuova storia. Sicuramente non facile. Si spera però meno travagliata e più attenta nella gestione. Rinagghju, Viabilità interna ed esterna alla città, Palazzo Ersat e rapporti politici fra maggioranza ed opposizione sono alcuni degli altri argomenti trattati da Biancareddu nella conferenza stampa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
