Il sindaco non revoca l’ordinanza «L’acqua non è ancora potabile»
Le analisi dell’Arpas: in due punti su cinque della città i requisiti non sono quelli previsti dalle norme Nizzi deciso: «Aspettiamo che la situazione sia normalizzata, adesso è inutile fare pericolosi pasticci»
OLBIA. Disco rosso per il ripristino del consumo dell'acqua a fini alimentari in città a 12 giorni dalla ordinanza del sindaco Nizzi. L'esito delle analisi effettuate lunedì dal Sian (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) della Assl gallurese non ha dato infatti l'esito sperato. In alcune zone della città, infatti, i livelli non sono ritornati nella norma. Il sindaco di Olbia non ha dunque proceduto alla revoca della sua ordinanza, firmata il due gennaio, per consentire l'uso dell'acqua.
Inutile dire che Settimo Nizzi è contrariato per quanto sta accadendo. «Per evitare problemi _ ha detto il primo cittadino _ preferiamo aspettare nuove analisi, che sono già in corso e cui esiti potrebbero arrivare entro un paio di giorni, che confermino che i valori sono rientrati nella norma in tutta la città».
Una decisione per la quale qualcuno ha storto il naso, ma il sindaco rivendica senza mezzi termini la necessità di procedere in questa maniera. «Credo che – sottolinea – per maggiore sicurezza è meglio lasciare vigente l’ordinanza del due gennaio che proibisce l’utilizzo dell’acqua a fini alimentari in tutto il territorio del comune. Ritengo davvero inutile, anzi dannoso, fare pasticci del tipo di emettere ordinanze parziali».
Le analisi su diverse zone della città erano state effettuate lunedì anche dai tecnici specializzati di Abbanoa. La società aveva sottolineato, in un comunicato, come a suo parere, l'acqua fosse nuovamente potabile a Olbia. Ma gli esiti dell'analisi dell'Arpas a Sassari, unico laboratorio in Sardegna che può certificare che i valori sono di nuovo nella norma, non ha confermato invece quanto comunicato dal gestore dell'acqua.
Secondo i dati che l’Arpas Sardegna ha comunicato all’Assl, su cinque zone di prelievo in città, soltanto in tre l’acqua ha ora i requisiti minimi previsti dalla legge per il consumo alimentare: bevanda o incorporazione negli alimenti quando l’acqua rappresenta l’ingrediente principale come nelle minestre. Invece non c’è rispondenza in altre due zone: in una per il superamento dei parametri di legge relativamente ai trialometani, in un’altra zona invece viene superato il parametro previsto dalla normativa per quanto riguarda il ferro.
Da qui, ne deriva che l’odissea continua. Gli olbiesi dovranno continuare a rifornirsi nei due punti previsti in città (autobotti in via Galvani al Fausto Noce dalle ore 8.30 alle 16, e via Vena Fiorita in funzione 24 ore su 24).
Ora dall’Assl e dal comune di Olbia la palla passa però ancora ad Abbanoa che aveva rassicurato nei giorni scorsi sul rientro nei parametri previsti dalla legge in tutto il territorio comunale.
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